“Mala Giustizia”: pesa sulle imprese italiane per 22,9 mld

di Noemi Ricci

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Lentezze burocratiche e malfunzionamenti della Giustizia comportano una spesa complessiva di 22,9 miliardi l'anno e oltre 3 anni di attesa per i 3 milioni di imprese coivolte in controversie legali

Non è solo la burocrazia a gravare pesantemente sui bilanci aziendali, anche la Giustizia, che costa alle imprese coinvolte in cause civili 22,9 miliardi di euro l’anno.

Considerando che le imprese con controversie giudiziarie ancora in corso sono tre milioni (48,8%), ognuna di queste paga una media di 3.382 euro per un sistema giustizia lento e malfunzionante e a farne le spese lo sviluppo delle imprese stesse.

In particolare, in Italia i costi processuali incidono per il 29,9% sul valore della controversia – quasi tre volte di più rispetto ai colleghi degli Usa (9,4%) – e dello 0,8% sul fatturato annuo aziendale.

Questi gli allarmanti dati dell’indagine Censis-Eurisko condotta a maggio per conto della Camera di Commercio di Roma.

Ma oltre ai costi, sull’attività delle aziende italiane incide anche il tempo stimato per la soluzione di una disputa commerciale: 1.210 giorni (oltre 3 anni) a partire dalla data di iscrizione della causa a ruolo fino al momento della liquidazione o dell’effettivo pagamento. Un termine che si allunga fino a 12,1 anni per le cause di appalto.

Numeri che sono valsi all’Italia la testa della black list (13° posto nella classifica generale) dei giorni necessari per la soluzione di una disputa di carattere commerciale, paragonabile solo a paesi come lo Sri Lanka (1.318 giorni), la Liberia (1.280) e il Gibuti (1.225) e ben lontana dai 404 giorni del Regno Unito e i 331 della Francia.

Un trend che se confrontato con gli anni passati risulta ancora più preoccupante, poichè la situazione sembra peggiorare di anno in anno: la durata dei procedimenti per la soluzione di dispute commerciali è aumentata di 565 giorni in più in cinque anni, dal 2004 al 2008.

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