Sono stato ricoverato in ospedale ma al momento delle dimissioni non risultava effettuata la comunicazione all’INPS. Mi hanno rilasciato un foglio in cui si attesta il periodo di ricovero ma a tutt’oggi l’INPS non lo sa: che devo fare?
Se è stato ricoverato ma l’INPS non ha ricevuto la relativa comunicazione è importante agire rapidamente per regolarizzare la situazione e assicurarsi che il periodo venga correttamente registrato, anche ai fini della copertura assicurativa e della giustificazione lavorativa.
La comunicazione del ricovero all’INPS è fondamentale per evitare problemi con eventuali certificazioni di malattia o con il riconoscimento delle prestazioni previdenziali. Se non è stata effettuata dall’ospedale, può essere fatta anche da lei direttamente.
Comunicazione di ricovero all’INPS: i passaggi da seguire
Per prima cosa, controlli attentamente il foglio di uscita che le è stato rilasciato dall’ospedale. Il documento dovrebbe indicare chiaramente il periodo di ricovero e includere eventuali dettagli che lo comprovino, come il nome della struttura e la firma del medico responsabile.
Si assicuri pertanto di inviare copia del documento che attesta il ricovero all’INPS, anche tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) o attraverso il portale MyINPS, ma anche recandosi direttamente a uno degli uffici INPS se vuole un riscontro diretto e certo sulla strada più rapida da seguire.
È consigliabile allegare una breve dichiarazione in cui spiega che, a causa di un disguido, la comunicazione del ricovero non è stata effettuata dall’ospedale al momento delle dimissioni. Indichi chiaramente le date del ricovero e richieda che il periodo venga registrato correttamente.
Dopo aver inviato la documentazione, è importante verificare che l’INPS abbia effettivamente ricevuto e processato la sua richiesta. Può farlo controllando il suo fascicolo previdenziale online attraverso il portale MyINPS o contattando il servizio clienti dell’INPS.
Se incontra difficoltà o ha bisogno di ulteriori chiarimenti, potrebbe essere utile rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro che possa assisterla nella gestione della pratica.
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Chiedi all'espertoRisposta di Anna Fabi