IMU a giugno e TASI in autunno: nuove regole per l’acconto

di Barbara Weisz

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Nei Comuni senza Delibera IUC acconto TASI in autunno (forse ottobre) e prima rata IMU a giugno: tutti i casi possibili in attesa del decreto ufficiale.

La matassa sul rinvio TASI lentamente si sbroglia, ma le complicazioni aumentano: sugli immobili diversi dalla prima casa (come quelli delle imprese), il rinvio dell’acconto nei Comuni senza Delibera IUC entro il 23 maggio non riguarda l’IMU. E a cambiare per l’ennesima volta le carte in tavola – e dal MEF arrivano conferme che si tratta di un’ipotesi allo studio –  arriva il presidente ANCI, Piero Fassino, a margine del tavolo tecnico con il Ministero:

«I contribuenti delle città in cui non sono sono state approvate le aliquote TASI pagheranno il 16 ottobre con aliquote che i comuni stabiliranno entro il 31 luglio».

Prima casa

Sulle prime case il Salva Roma prevede, in mancanza di delibera, di pagare per intero la TASI a dicembre. Quindi, applicando letteralmente le norme, si può pensare che il rinvio valga solo per gli altri immobili. Tuttavia, introducendo una nuova scadenza in autunno (quando le delibere ci saranno sicuramente), il legislatore ha forse previsto che anche il pagamento dell’acconto TASI sulla prima casa si versi in due tempi. Per avere certezze bisogna attendere il decreto del Governo atteso per il prossimo Consiglio dei Ministri (il 22/23 maggio).

=> I dubbi interpretativi sul rinvio del MEF

Altre abitazioni

Salvo diversa indicazione, in base ad informazioni acquisite da PMI.it, il Governo avrebbe deciso che, per gli immobili diversi dalla prima casa non di lusso (A1, A8 e A9) – su cui gravano sia TASI sia IMU – i contribuenti dovranno versare:

  • entro il 16 giugno l’acconto IMU con aliquote 2013 (50% del dovuto, come da normativa vigente in mancanze di delibere 2014),
  • in autunno (in settembre come annuncia il MEF o in ottobre come “corregge” Fassino) l’acconto TASI in base alle delibere IUC 2014 (da emanarsi entro luglio),
  • in dicembre il saldo IMU e TASI.

Le difficoltà

Per il contribuente si tratta di un’ennesima complicazione: una nuova scadenza fiscale (di cui non si sentiva proprio il bisogno in Italia, dove i proclami di Governo parlano invece di semplificazioni). E si aggiungono notevoli difficoltà di calcolo: sullo stesso immobile bisognerà calcolare a giugno il 50% dell’IMU in base alle vecchie aliquote, a settembre il 50% della TASI con le nuove aliquote, a dicembre il saldo totale.

=> TASI-IMU: Guida al calcolo online

Scorrendo le aliquote nei Comuni che hanno già deliberato (vai alla mappa),  è subito chiaro che non sarà per niente facile: ci sono enti che nell’aliquota IMU 2014 inglobano anche la TASI, altri che prevedono di sommare le due. Se lo schema si ripeterà anche con le delibere dei prossimi mesi, il calcolo per il contribuente sarà complesso: dove c’è un’aliquota IMU già comprensiva di TASI si dovrà sottrarre quanto pagato a giugno per capire a quanto ammonta la TASI; dove invece c’è un’aliquota unica a settembre si applicherà quella.

La protesta

Dinanzi a questo scenario da girone dantesco, si moltiplicano le proteste dei rappresentanti dei consumatori (Codacons, Federconusmatori, Adusbef) e delle imprese (Confedilizia, Confcommercio, Rete Imprese Italia). Le prime lamentano un ingiustificato trattamento differenziato dei contribuenti (alcuni pagheranno l’acconto TASI a giugno, altri a settembre), le seconde chiedono un rinvio per tutti.

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