Aliquote TASI e IMU: la mappa dei Comuni

di Barbara Weisz

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Rinvio TASI a settembre nei Comuni senza delibera IUC 2014: ecco l'elenco aggiornato con le aliquote TASI e IMU, la mappa italiana e la situazione negli altri enti.

Proroga TASI-IMU: si smorza l’ansia per il conto alla rovescia del 23 maggio, ultimo giorno utile concesso inizialmente ai Comuni per inviare le delibere 2014 al Ministero per la pubblicazione online entro il 31 maggio: sono circa un migliaio gli enti locali con nuove aliquote approvate, su un totale di oltre 8mila. All’appello mancano anche Milano, Roma, Napoli, Torino. Solo due capoluoghi di regione hanno deciso le aliquote, Bologna, Aosta. Fra le città che hanno deliberato: Brescia, Modena, Reggio Emilia, Livorno, Forlì, Ferrara, Pordenone, Bergamo, Cremona, Macerata, Pesaro, Urbino, Novara, Sassari. Vediamo una breve panoramica delle delibere. Per i ritardatari, il Governo ha dunque deciso che:

“nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote la scadenza per il pagamento della prima rata della TASI è prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della TASI resta il 16 giugno“.

Lo si apprende da una nota ufficiale pubblicata sul sito del MEF. In questo modo, alla fine tutti i Comuni avarnno tempo per deliberare aliquote 2014, sebbene scaglionando così l’acconto tra giugno e settembre, per poi andare tutti a saldo in dicembre.

=> TASI-IMU: vai al calcolatore online

Bologna

TASI prima casa al massimo del 3,3 per mille (tranne che sue abitazioni di lusso, che pagano IMU 0,6%), mentre l’IMU sugli altri immobili è in alcuni casi allo 0,76% (micro e piccole e imprese) e in altri all’1,06%. Sono previste detrazioni sull’abitazione principale fino a 175 euro (per immobili con rendita catatastale fino a 327 euro), decrescenti con l’aumentare del valore dell’immobile, fino ad azzerarsi per rendite superiori a 1.700 euro (abitazione principale + pertinenze). La detrazione massima si applica a un valore imponibile IMU di 55mila euro, azzerando l’imposta. Previste detrazioni di 50 euro per ogni figlio, dal terzo in poi, con meno di 26 anni.
In pratica, il Comune ha applicato l’intera maggiorazione dello 0,08% concessa dal Salva Roma. Le prime case di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9) pagano invece un’aliquota IUC dello 0,6%, le aziende l’1,06% tranne alcuni casi (micro e piccole medie imprese pagano per tre anni un’aliquota agevolata dello 0,76% in presenza di operazioni straordinarie, come fusioni o agevolazioni).

  • Aosta. Aliquota TASI all’1 per mille, IUC allo 0,76%. Ci sono poi aliquote particolari per le prime abitazioni di lusso, o per le seconde case non locate (che pagano l’1,06%). Previste agevolazioni ed esenzioni per nuclei familiari a basso reddito.
  • Brescia. Aliquota TASI allo 0,25% per la prima casa, con detrazioni da 200 euro per rendita catastale fino a 400 euro, che scendono fino a 50 euro per rendite fra i 500 e i 700 euro e si azzerano sopra questa soglia di rendita catastale. L’IMU resta all’1,06%.
  • Modena. Aliquota TASI al 2,5% per mille, con esenzione per le rendite catastali fino a 320 euro e detrazione pari al 50% dell’imposta dovuta per le rednite catastali fra 320 e 400 euro. IMU all’1,06%, tranne una serie di casi particolari in cui l’aliquota è più bassa, ad esempio per uffici, negozi e botteghe, immobili strumentali, si paga l’1,02%, che scende allo 0,86% nel caso in cui l’attività sia esercitata direttamente dal proprietario.
  • Reggio Emilia. Aliquota TASI allo 0,33%, con detrazioni per le prime case che hanno una rendita catastale fino a 700 euro (detrazione massima, 165 euro per le rednite fino a 300 euro). IMU all’1,06%.
  • Livorno. Aliquota TASI prima casa al 2,5 per mille, IMU 9,6 per mille.
  • Forlì. TASI al 2,5 per mille, IMU all’1,06%.
  • Ferrara. Aliquota TASI allo 0,33%, con detrazioni fino a 200 euro in base alla rendita catastale, IMU allo 0,9%.
  • Pordenone. Aliquota TASI all’1,25 per mille, con detrazione di 25 euro per rendite catastali fino a 800 euro. IMU allo 0,76%.
  • Bergamo. Aliquota TASI al 3,2 per mille, con 60 euro di detrazione per le abitazioni principali, IMI all’1,06% (fra le eccezioni, i negozi posseduti dal proprietario dell’attività, allo 0,76%).

Altre città

  • Cremona: TASI 0,33%, IMU 0,98%.
  • Macerata: TASI 2,5 per mille, IMU 0,99%.
  • Pesaro: TASI 1,9 per mille, IMU 0,87%.
  • Urbino: TASI, 0,19%, IMU 0,95%.
  • Novara: TASI 0,25%, IMU 1,06%.
  • Sassari: TASI 2 per mille, IMU 0,8%.

Attenzione: quelle esposte in elenco sono le aliquote principali; in ogni ente locale ci sono poi casi particolari, agevolazioni, detrazioni, che possono riguardare le prime case o gli immobili d’impresa. Il contribuente deve sempre controllare cosa prevede la delibera del Comune in relazione alle caratteristiche dell’immobile per cui paga l’imposta. Le amministrazioni sono obbligate per legge a pubblicare sul sito web le aliquote TASI e IMU. Un utile strumento online per verificare la situazione delle delibere è fornito dal MEF: clicca qui.

Comuni senza delibere

Nei Comuni che non hanno approvato nulla e non lo faranno entro fine maggio, i proprietari di prima casa in teoria non dovrebbero l’acconto (mentre per gli altri immobili si pagherà l’IMU 2013 applicando una TASI standard dello 0,1%); in realtà, con la proroga a settembre decisa dal Ministero dell’Economia, tutti i Comuni avranno tempo per deliberare così da chiamare alla cassa i contribuenti, se non a giugno almeno a settembre.

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