Conto alla rovescia per la presentazione in Consiglio dei ministri della nuova legge delega di riforma del Testo Unico dell’edilizia (DPR 380/2001). In base alle anticipazioni, il testo si concentrerà su una serie di semplificazioni per ottenere i titoli edilizi, anche in sanatoria.
Dovrebbe prevedere regole da una parte meno rigide e dall’altra più chiare su una serie di punti rilevanti come il concetto di difformità edilizia, e il principio di doppia conformità. E introdurre la possibilità di utilizzare le agevolazioni in relazione ad immobili su cui eventuali abusi sono stati sanati.
Le ipotesi di sanatoria
Sulla riforma del TU Edilizia (DPR 380/2001), le certezze si avranno solo quando sarà noto il testo ufficiale, per il momento ci sono solo anticipazioni sulle bozze del DDL delega. Per quanto riguarda le ipotesi di sanatoria, si parla di una nuova possibilità di correggere irregolarità precedenti al 1967, prevedendo eventualmente di dover effettuare interventi. E di definire eventualmente altre possibilità di sanatoria operando una sorta di classificazione delle diverse tipologie di difformità, anche in relazione al periodo a cui risalgono.
Il criterio della doppia conformità
Verrebbe definitivamente rivisto il criterio della doppia conformità, in base al quale è necessario che un immobile sia conforme sia alla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione sia a quella urbanistica al momento della domanda di sanatoria.
Si tratta di una regola già ammorbidita dal Salva Casa del 2024, prima del quale era necessario che sussistessero entrambe le condizioni, ovvero sia la conformità urbanistica sia quella edilizia, in entrambi i momenti, ovvero la costruzione e la domanda di regolarizzazione. Ora, par di capire, verranno introdotte nuove flessibilità.
Lo stato legittimo degli immobili
Simile intervento sul principio dello stato legittimo degli immobili, definito dall‘articolo 9 bis del DPR 380/2001. In pratica, è la condizione in cui si trova l’unità immobiliare in base al titolo abilitativo originario e a tutte le successive modifiche.
Le misure allo studio, anche in relazione alla nuova doppia conformità, dovrebbero introdurre novità in materia di documentazione da produrre, procedure, criteri per determinarlo.
Il riordino dei titoli edilizi
La riforma mira anche a un riordino generale dei titoli edilizi necessari per i diversi interventi: permesso di costruire, Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata) e Scia (segnalazione certificata di inizio attività). Prevedendo anche maggiori certezze sui tempi di rilascio, un rafforzamento del principio del silenzio assenso. Infine, il testo dovrebbe meglio definire quali tipologie di lavori possono essere realizzati in edilizia libera, anche in relazione alle tutele ambientali.
La norma Salva Bonus
Una parte rilevante della norma è il cosiddetto Salva Bonus. Le agevolazioni edilizie non si possono utilizzare per immobili non in regola con i titoli abilitativi. Questa impostazione non cambia, nel senso che continueranno a non poter essere utilizzate a fronte di abusi non risolvibili, ma viene chiarito che invece se le difformità sono sanabili si possono utilizzare i bonus a fronte della avvenuta regolarizzazione.
Sportello unico
Infine, semplificazioni procedurali per cui le amministrazioni non potranno chiedere documenti per certificare dati di cui sono già in possesso. Si prevede fra le altre cose l’introduzione di uno sportello unico che consenta di avere un unico punto di riferimento per tutte le pratiche.