IMU imprese, deducibilità al 100% ma dal 2023

di Redazione PMI.it

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IMU strumentale deducibile al 100% ai fini IRES e IRPEF dal 2023, fino ad allora vige sgravio progressivo: emendamento approvato al Decreto Crescita, legge di conversione entro fine mese.

Si tratta di un provvedimento chiesto a più riprese dalle PMI e che ora è in dirittura d’arrivo, ma con una tempistica non propriamente velocissima: un emendamento approvato al Decreto Crescita prevede infatti la deducibilità IMU sugli immobili strumentali d’impresa, al 100% ma a partire dal 2023.

Fino a quel momento, resta la progressione prevista dal testo originario del Dl: dal 50% del 2019 al 70% nel 2022.

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L’emendamento, approvato in commissione a Montecitorio, prevede che l’IMU sugli immobili strumentali sia «deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni», quindi IRES e IRPEF, ma «a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022», quindi dal periodo d’imposta 2023.

Fino ad allora restano le regole previste dal testo già in vigore (articolo 3), con deducibilità al 50% nel 2019, al 60% nel 2020 e 2021, al 70% nel 2022.

L’IMU capannoni non è invece deducibile dall’IRAP.

Ricordiamo che fra gli emendamenti approvati c’è anche una nuova norma che riguarda l’IMU, non nel senso di modifica all’attuale legislazione delle imposte sulla casa ma sul fronte della regolarità fiscale. Nel dettaglio i Comuni possono stabilire, con norma regolamentare, che il rilascio o i rinnovi delle licenze commerciali siano subordinati alla regolarità nel pagamento dei tributi locali. In parole semplici, chi non paga l’IMU rischia di non vedersi rilasciare la SCIA, o il mancato rinnovo di altre autorizzazioni.

=> Decreto Crescita: regolarità fiscale per licenze e autorizzazioni

La norma riguarda il rilascio della SCIA (segnalazione certificata inizio attività) ma anche di licenze, autorizzazioni, concessioni e relativi rinnovi relativi ad attività commerciali o produttive.

Gli emendamenti che vengono approvati in commissione sono con ogni probabilità destinati a restare nel testo finale, anche in virtù dei tempi di approvazione ormai molto stretti. La legge di conversione del dl 34/2019 è in calendario nell’aula della Camera martedì 18 giugno, l’approvazione definitiva deve arrivare entro il 29 giugno e il testo dovrà passare in Senato in seconda lettura per il via libera definitivo.

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