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Fattura elettronica: 9 mesi senza sanzioni

di Barbara Weisz

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Verso una moratoria di nove mesi (30 settembre 2019) sulle sanzioni in materia di fatturazione elettronica, in considerazione dei rilievi del Garante Privacy e dei relativi adeguamenti.

Niente sanzioni per i ritardi sull’emissione di fatture elettroniche fino al settembre 2019, dunque moratoria di nove mesi e non più di sei mesi, come previsto dal testo originario del decreto fiscale. E’ questo l’orientamento del Governo espresso dal sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, nel corso dei lavori della commissione Finanze del Senato per la conversione in legge del decreto fiscale. In pratica, l’esecutivo sarebbe favorevole a una sorta di mediazione fra l’attuale testo e le proposte, che arrivano da maggioranza e opposizione, di estendere la moratoria all’intero 2019.

=> Fattura elettronica, Tria: niente proroga

Si tratta, lo ricordiamo, dell’articolo 10 del decreto fiscale, in base al quale nel primo semestre di applicazione della fattura elettronica obbligatoria fra privati, quindi fino al 30 giugno 2019, non si applicano le sanzioni se la fattura viene emessa in ritardo ma comunque entro il termine di liquidazione periodica dell’IVA, e si pagano in misura ridotta dell’80% (quindi, si versa solo il 205 dell multa) se l’emissione avviene entro il periodo di liquidazione IVA successivo. Le modifiche annunciate da Bitonci sposterebbero questo termine al 30 settembre 2019.

Intanto alla Camera il Governo risponde a un question time in commissione Finanze fornendo rassicurazioni sulla sicurezza delle transazioni elettroniche.

«L’Agenzia delle Entrate – segnala il ministero delle Finanze – ha da tempo intrapreso un approfondito confronto con tutti i soggetti interessati con l’obiettivo di definire regole tecniche e modalità operative che possano consentire agli operatori economici all’obbligo di fatturazione elettronica». E ancora: «tutte le modalità disponibili per la ricezione e per il successivo inoltro delle fatture elettroniche e delle relative ricevute rispettano i più aggiornati protocolli di sicurezza, in termini di autenticazione del trasmittente, riservatezza e disponibilità». I dati «sono crittografati e la consultazione sicura degli archivi informatici dell’Agenzia delle entrate è garantita da misure che prevedono un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte, nonché di conservazione di copie di sicurezza».

Detto questo, ci sono le osservazioni formulate dal Garante con il provvedimento dello scorso 16 novembre, che solleva criticità sul trattamento dei dati. In seguito a questo atto continua la nota del Mef che risponde ai deputati alla Camera, « è stato attivato un tavolo tecnico congiunto Agenzia delle entrate e Autorità Garante finalizzato ad individuare soluzioni idonee a garantire il rispetto della normativa in materia di privacy».

C’è un punto su cui comunque il Governo esprime, di fatto, un parere, ed è quello relativo agli intermediari. «I rischi connessi al coinvolgimento di alcuni soggetti fornitori di sistemi contabili e gestionali in uso presso gli studi professionali nella predisposizione dei software di compilazione delle fatture medesime, richiamati dagli Onorevoli interroganti, attengono ad una fase del processo di gestione della fatturazione elettronica estranea all’Agenzia delle entrate, regolata da contratti di natura privatistica (stipulati tra il soggetto prestatore del servizio di fatturazione e il suo cliente) e sottoposta alla normativa generale in materia di protezione dei dati personali».

Si attendono a questo punto i prossimi sviluppi, in particolare gli esiti del tavolo tecnico fra Garante e Entrate che dovrà fornire le risposte chieste dall’Authority.

Si conferma l’impressione che l’esecutivo non sia intenzionato a concedere una vera e propria proroga, confermando quindi al partenza dell’operazione fattura elettronica dal prossimo primo gennaio. magari, con una moratoria sulle sanzioni, e con altri correttivi (ci sono emendamenti relativi all’esenzione di alcune categorie professionali), all’insegna di una gradualità dell’avvio della riforma.