Occupazione immobili: guerra agli abusivi

di Redazione PMI.it

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La prefettura interviene sull'occupazione abusiva degli immobili, fornendo nuove istruzioni operative.

Il capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi, ad inizio settembre, ha inviato a tutti i prefetti d’Italia nuove istruzioni operative per quanto riguarda il contrasto all’occupazione abusiva degli immobili che, come spiega il documento costituisce da tempo una delle principali problematiche che affliggono i grandi centri urbani del Paese.

La nuova stretta del Ministero sul tema delle occupazioni abusive di case si è resa necessaria, spiega il documento, a fronte del fatto che la loro gestione affrontata, sotto il profilo della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, dal decreto-legge n. 14 del 2017, convertito, con modificazioni, nella legge n. 48 del 2017, ad oggi non ha compiuto significativi passi in avanti.

Censimento abusivi

La stretta del Viminale sulle case occupate abusivamente riguarda tutte le abitazioni occupate irregolarmente, non solo gli edifici occupati da migranti, a partire dagli alloggi popolari occupati da chi non ne avrebbe diritto.

Viene quindi richiesto un censimento degli abusivi che dovrà essere condotto “anche in forma speditiva”, sotto la regia dei servizi sociali dei Comuni. Le azioni che il capo di gabinetto degli Interni sollecita ad effettuare sono volte a verificare la presenza di “minori o altre persone in condizioni di fragilità”, ma anche a controllare reddito e permesso di soggiorno.

Piano degli sgomberi

Viene quindi definito un piano per monitorare costantemente una situazione e vengono date indicazioni operative per gestire le fasi delle procedure di sfratto degli abusivi:

Per tutti gli occupanti che non si trovano in situazioni di fragilità, invece, potrà essere ritenuta sufficiente l’assunzione di forme più generali di assistenza, da rendersi nell’immediatezza dell’evento: ad esempio potranno essere individuate strutture provvisorie di accoglienza ove poter collocare gli occupanti per il tempo strettamente necessario all’individuazione da parte loro di soluzioni alloggiative alternative.

Per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica è tuttavia necessario:

Attendere agli sgomberi con la dovuta tempestività, rinviando alla fase successiva ogni valutazione in merito alla tutela delle altre istanze.