Quotazione PMI: credito d’imposta al via

di Barbara Weisz

scritto il

Pubblicato il decreto attuativo che consente di presentare domanda di credito d'imposta a parziale copertura dei costi di consulenza per la quotazione in Borsa delle PMI: regole e scadenze.

Al via il credito d’imposta fino a 500mila euro per le PMI che si quotano in Borsa, che finanzia le spese di consulenza per l’operazione di mercato. Il decreto ministeriale attuativo del 23 aprile 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e fissa le regole applicative per l’agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2018. Il comma 89 della legge 205/2018 prevede un credito fino al 50% dei costi di consulenza sostenuti per la quotazione, fino a un tetto massimo di 500mila euro.

Si utilizza in compensazione a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello della quotazione . Il beneficio, che non concorre alla formazione del reddito, si applica alle PMI che:

sostengono, a decorrere dal primo gennaio 2018, costi di consulenza allo scopo di ottenere, entro il 31 dicembre 2020, l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato, presentano domanda di quotazione successivamente al gennaio 2018, e ricevono risposta positiva entro il 31 dicembre 2020.

Sono ammissibili i costi sostenuti per le seguenti attività di consulenza esterna legate al processo di quotazione:

  • attività sostenute in vista del processo di quotazione e ad esso finalizzate, come l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto in tutte le fasi del percorso di quotazione nel mercato di riferimento;
  • attività fornite durante la fase di ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società;
  • collocamento delle azioni presso gli investitori;
  • supporto nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche, nella preparazione di report, e nello svolgimento della due diligence finanziaria;
  • assistenza nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento;
  • questioni legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti alla procedura di quotazione come le attività relative alla definizione dell’offerta, la disamina del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa;
  • attività di comunicazione.

Per utilizzare il credito d’imposta bisogna inviare domanda fra il primo ottobre dell’anno della quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo. Esempio: una PMI che si quota quest’anno presenta la domanda fra il primo ottobre 2018 e il 31 marzo 2019. L’apposita istanza è formulata secondo lo schema di cui all’allegato A del decreto.

La domanda va inviata all’indirizzo di posta elettronica certificata (dgpicpmi.div05@pec.mise.gov.it), va formulata in base allo schema allegato al decreto (si inseriscono elementi identificativi dell’azienda, costi agevolabili, ammissione alla quotazione, credito d’imposta richiesto).

Entro la fine di aprile l’Agenzia delle Entrate comunica la ripartizione delle risorse.

Secondo Anna Lambiase, CEO di IR Top Consulting:

Abbiamo lavorato per lo sviluppo di AIM Italia e questa norma va nella direzione di valorizzare il lavoro fatto a favore di un mercato nel quale abbiamo creduto e investito dalla sua nascita sviluppando un asset di conoscenza che oggi ci contraddistingue nella comunità finanziaria italiana. Ci aspettiamo che il credito di imposta possa stimolare un’ulteriore domanda di quotazioni di PMI su AIM che, dal 2009 ha procurato circa 4 miliardi di Euro di capitale alle società.

Nell’ambito del nostro supporto tecnico al Governo le tematiche di approfondimento hanno riguardato la definizione della policy sotto il profilo dei «costi medi di IPO» e la misura della norma in termini di risorse stanziate (80 milioni di Euro). In particolare, le aree di analisi condotte dall’Osservatorio AIM sono state: tipologie dei costi di quotazione sul mercato AIM di Borsa Italiana, analisi di sensitività in base ai dati di raccolta media (7,2 milioni di Euro) e mediana (5,3 milioni di Euro), i possibili impatti dell’incentivo fiscale sul numero di nuove IPO e stima della misura e le evidenze empiriche del 2017. Considerando che ci attendiamo un importo medio sotto la soglia di 500.000 euro, potranno beneficiare dell’incentivo circa 180 IPO nel triennio 2018-2020.

Per monitorare l’impatto della norma sulla Borsa e sulle PMI nazionali, IR Top istituisce l’Osservatorio “CDI Quotazione PMI”, un capitolo dedicato all’interno dell’Osservatorio AIM.