Pmi, Fisco e burocrazia: Italia maglia nera UE

di Alessandro Vinciarelli

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CGIA di Mestre: record di burocrazia e oneri fiscali sulle Pmi italiane, con 285 ore necessarie per adempiere a 15 scadenze, che prelevano il 68,5% degli utili (il peggio nella UE).

Piccole e medie imprese italiane vessate da Fisco e burocrazia: a quantificarne ancora una volta il peso è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi: 285 ore l’anno per assolvere 15 diversi adempimenti fiscali, con prelievi pari al 68,6% degli utili (2,7 miliardi di euro annui).

«Un risultato che non ha eguali tra i principali Paesi Ue. Se, poi, analizziamo il costo medio totale della burocrazia che grava su una Pmi, l’importo fa accapponare la pelle: oltre 1.200 euro l’anno per addetto, che sale ad oltre 1.500 euro per una micro-azienda con meno di 10 dipendenti. Un vero salasso&raqo;.

Lo studio CGIA su dati World Bank/IFC compara tempi e costi medi per espletare gli adempimenti fiscali a carico delle Pmi in Italia e nei principali Paesi Ue: Italia maglia nera, con uno scarto enorme. Qualche esempio: in Germania servono 215 ore, in Spagna 197, in Danimarca 135 e in Irlanda 76.

Dal punto di vista del carico fiscale, contro il nostro 68,6%, la Francia è al 65,8%, la Spagna al 56,5%, la Svezia al 54,6% e l’Irlanda al 26,5%. La Germania ci batte solo per numero di adempimenti (16), poi c’è l’Italia con 15 e a seguire (con 9 scadenze) i Paesi Bassi, la Danimarca e l’Irlanda.

Dati che richiamano le recenti dichiarazioni del Ministro Tremonti, sottolineando la necessità di dire basta ad un Fisco opprimente e a una burocrazia ottusa: «lavorare in queste condizioni costringe gli imprenditori italiani, soprattutto i piccoli, ad operare con livelli di eroicità non riscontrabili in nessuna altra parte dell’Europa occidentale».

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