Riforma fiscale, cosa chiedono le Pmi?

di Alessandro Vinciarelli

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Rete Imprese Italia espone il punto di vista delle Pmi sulla riforma fiscale in tema di lotta all'evasione, contrasto di interessi e peso della burocrazia sulle imprese.

È in attesa di riforma il sistema fiscale italiano. Presente ai lavori preparatori per la riforma fiscale, la confederazione Rete Imprese Italia – Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti – ha avanzato le proprie proposte in ottica Pmi.

Invece di propagandare luoghi comuni sulla lotta all’evasione, bisogna approfondire la conoscenza del fenomeno in relazione all’economia sommersa per definire gli strumenti di contrasto più adeguati: è quanto emerso dalla riunione del tavolo sul lavoro sommerso, presieduto da Presidente Istat Enrico Giovannini. Per questo, si richiede una «disaggregazione della stima dell’economia sommersa per settori economici e per tipologia di contribuenti».

È infatti ormai tristemente risaputo che in Italia la pressione fiscale sia oggi tra le più alte in Europa. Così come è noto che l’enorme evasione fiscale non fa che aggravare il peso del Fisco sui redditi da lavoro dipendente e da pensione.

Altri focus: studio degli effetti del contrasto di interessi, già sperimentato in edilizia; valutazione del peso della burocrazia sulle imprese nel confronto internazionale.

La riforma, dunque, non solo è necessaria ma è fondamentale che avvenga in tempi brevi, rivendo l’attuale sistema nel nome di una maggiore equità e legalità.

Ieri si è tenuta la riunione del Gruppo di lavoro istituito dal Ministro dell’Economia e delle Finanze sul tema dell’erosione fiscale, mentre oggi si tratterà di sovrapposizione tra stato fiscale.

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