Aumento rendite finanziarie, Renzi favorevole

di Francesca Vinciarelli

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Per ridurre pressione fiscale e costo del lavoro, il Governo Renzi pensa a una rimodulazione delle rendite finanziarie, ma senza nessuna nuova tassa sui BOT.

Il nuovo Governo sembra favorevole ad un aumento della tassazione delle rendite finanziarie, pur rimanendo cauto sul trattamento fiscale applicato ai BOT. A confermarlo sono le parole stesse del presidente del Consiglio, Matteo Renzi: «c’è spazio per un aumento delle rendite finanziarie, non direi sui BOT».

Pro e contro

Lo scopo dell’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie sarebbe quello di ridurre il costo del lavoro, visto che «l’Italia ha la tassazione sul lavoro più alta d’Europa e ha una tassazione sulle rendite finanziarie tra le più basse», ha dichiarato Renzi. I dubbi sull’aumento delle aliquote sui BOT derivano però da una affermazione fatta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio: «se una signora anziana ha messo da parte 100mila euro in BOT non credo che se le togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute»; per poi fare marcia indietro e affermare: «né io né nessuno ha mai detto che tasseremo i BOT. Stiamo facendo una grande operazione di riduzione fiscale su lavoratori e imprese, se in questo ambito eleveremo la tassazione delle rendite finanziarie a livello europeo non credo sia uno scandalo. Ma l’intervento riguarderà solo i grandi risparmiatori, non le vecchiette con pochi BOT».

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In linea anche le dichiarazioni dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi: «non è prevista né ci sarà alcuna nuova tassa. L’orizzonte del Governo è quello di una riduzione della pressione fiscale attraverso una rimodulazione delle rendite finanziarie e delle tasse sul lavoro. Un tema che sarà illustrato domani dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso del suo intervento in Parlamento per il voto di fiducia».