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Regime dei Minimi all’8%: emendamento e opzioni per aderire

di Barbara Weisz

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Un emendamento alla Legge di Stabilità per ridurre dal 15 all'8% la nuova aliquota del Regime dei Minimi 2015, rimodulando anche le soglie di reddito: i dettagli.

Fra gli emendamenti alla Legge di Stabilità 2015 anche una proposta di aliquota al 78% per il nuovo Regime dei Minimi (Forfait al 15%) cambiando anche i tetti ai ricavi massimi. Resterebbe invece inalterata la struttura di base del nuovo regime forfettario, per cui decadono sia il limite dei cinque anni che quello di età (in pratica il contribuente può restare nel Regime dei Minimi fino a quando rientra nei requisiti di redditi previsti).

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Forfait 8%

L’emendamento del sottosegretario Enrico Zanetti in commissione Bilancio alla Camera all’articolo 9 della Legge di Stabilità introdurrebbe questa novità sull’aliquota dell’imposta sostitutiva, che rispetto a quanto previsto nell’ambito della Riforma del Regime dei Minimi, invece del 15% di aliquota vedrebbe un 8% di compromesso rispetto all’attuale 5%.

 

Nuove soglie di ricavi

Fermo restando il nuovo meccanismo per i requisiti di accesso – per ogni categoria di lavoro autonomo si introducono specifici tetti di reddito al di sotto dei quali si può scegliere la tassazione forfettaria – nel testo attuale della riforma del Regime dei Minimi dal 2o15, le soglie vanno da 15mila euro annui per un professionista a 40mila per un’azienda del commercio, mentre l’emendamento proporrebbe di portarli in un range compreso tra 26mila e 30mila euro.

=> Regime dei Minimi 2015, come calcolare il tetto sui beni

Impianto della riforma

Per il resto la regolamentazione resterebbe quella del testo originario.

  • L’imponibile si calcola applicando specifici coefficienti per ogni categoria di partita IVA
  • Si permane nel regime fino  quando si godono i requisti, senza altri limiti temporali.
  • Si detraggono solo i contributi previdenziali.
  • I contributi previdenziali per le imprese vengono agevolati, con la soppressione del livello minimo imponibile e l’applicazione di una percentuale sul reddito dichiarato.
  • Non si possono più portare in deduzione le spese.

=> Regime dei Minimi 2015: addio spese deducibili

Il nuovo regime 2015 sostituisce i precedenti regimi forfettari: quello agevolato per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011, convertito con modificazioni dalla legge 111/2011), il forfettino per le nuove iniziative produttive (articolo 13, legge 388/2000) e il forfettone (commi 96-115, legge 244/2007).

=> Regime dei Minimi, il periodo transitorio

Le Partite IVA che attualmente applicano il Regime dei Minimi, dal 1 gennaio entrano nel nuovo sistema, sempre che abbiano i previsti requisiti di reddito. In alcuni casi possono restare nel vecchio regime fino alla sua naturale scadenza: i contribuenti che applicano il regime di vantaggio per imprenditoria giovanile e mobilità (articolo 27, commi 1-2 del dl 98/2011) possono continuare ad applicarlo fino allo scadere del quinto anno o al compimento del 35esimo anno di età. In tutti i casi, il contribuente può scegliere di restare nel regime ordinario.

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