Arrivano le linee guida per regolare l’uso dell’Intelligenza Artificiale da parte dei funzionari impegnati nei processi di elaborazione dei dati fiscali dei contribuenti. Un provvedimento volto a garantire un utilizzo corretto e consapevole degli strumenti di IA all’interno dell’Agenzia delle Entrate.
A fare il punto è stato il direttore Vincenzo Carbone, nel corso di un’audizione presso la Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.
L’utilizzo dell’IA per le attività AdE deve avvenire in funzione strumentale e di supporto all’attività provvedimentale, rispettando l’autonomia e il potere decisionale della persona, che resta “l’unica responsabile dei provvedimenti e dei procedimenti”.
Il rischio più grande è infatti quello di commettere errori nella gestione dei dati fiscali dei contribuenti, attribuendo alla AI un potere decisionale.
Questa tecnologia, quindi, è presente nelle postazioni di lavoro dei funzionari che possono sfruttarne le funzionalità avanzate (elaborazione linguistica, generazione automatica di contenuti, supporto alla scrittura, sintesi informativa), senza però consentirne l’intervento negli atti amministrativi relativi all’attività istituzionale dell’Agenzia delle Entrate.
Per quanto concerne l’analisi del rischio fiscale, il ricorso all’IA è limitato alla fase istruttoria mentre la gestione dei controlli resta in capo al personale.
L’individuazione dei contribuenti su cui effettuare controlli o a cui inviare lettere di compliance avviene con processi digitali ma che non fanno necessariamente ricorso all’Intelligenza Artificiale quanto piuttosto soluzioni di machine learning, text mining e network analysis.