Decreto Fiscale approvato in Senato, verso la conferma delle novità

di Redazione PMI.it

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Decreto Fisco Lavoro approvato in Senato: il provvedimento passa alla Camera incamerando il maxi-emendamento con le novità approvate in Commissione.

Il Senato ha votato la fiducia (175 voti favorevoli, 13 contrari e nessun astenuto) posta dal Governo sul Decreto Fisco Lavoro collegato alla Legge di Bilancio 2022 (DL 146/2021).

Il provvedimento passa dunque alla Camera, dove i lavori sono fissati in calendario a partire dal 13 dicembre ma con la consapevolezza che si tratta di un passaggio formale, non essendoci il tempo materiale per ulteriori modifiche al testo: il decreto deve essere convertito in legge entro il 20 dicembre (“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”).

Tante le novità apportate dal maxi-emendamento interamente sostitutivo del testo originario del decreto in materia fiscale e tutela del lavoro, con qualche ulteriore modifica dell’ultima ora.

Ad esempio, il fondo da 10 milioni per il sussidio ai genitori separati viene rimandato al 2022 (si tratta di una modifica chiesta dalla Ragioneria di Stato), mentre per fissare i criteri di assegnazione dell’indennità mensile fino a 800 euro si rinvia a un Dpcm da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Tra le principali novità del Decreto Fisco Lavoro emendato in Senato, ricordiamo la mini-proroga della riscossione (Rottamazione slittata al 9 dicembre, che diventa il 14 dicembre con i cinque giorni di tolleranza), il rinvio al 1° luglio 2022 per l’abolizione dell’esterometro sulle operazioni transfrontaliere, la dilazione di pagamento delle cartelle esattoriali notificate dal 1° settembre al 31 dicembre 2021 a 180 giorni dalla notifica (includendo stavolta anche gli avvisi di addebito INPS), lo slittamento al 16 gennaio per gli avvisi bonari notificati fra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 e la non impugnabilità degli estratti di ruolo, tranne nei casi in cui risulti penalizzata la partecipazione a gare di appalto, la riscossione di crediti o la perdita di un beneficio pubblico.

Per la revisione del Patent Box, si è deciso di mantenere la formulazione prevista in prima stesura nel decreto, rimandando tuttavia ad altra sede (la Legge di Bilancio) ulteriori ritocchi alla norma. Stesso discorso per eventuali ulteriori proroghe alla riscossione.