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Insolvenze in aumento ma sotto i livelli pre-Covid

di Redazione PMI.it

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Nel 2022, in Italia si stima una crescita delle insolvenze in aumento del 50% dopo due anni di calo, potenziali 12.000 aziende a rischio default.
Nel 2020 le insolvenze globali sono diminuite (-12%) e continueranno a scendere nel 2021 (-6%), per le misure di sostegno statale nei confronti della solvibilità delle imprese. Secondo Euler Hermes, tuttavia, è prevedibile un rimbalzo del +15% annuo nel 2022. Per la società del gruppo Allianz, cinque indicatori determineranno l’evoluzione delle insolvenze nei prossimi mesi.
  1. La ripresa economica, decisiva per il disimpegno statale e la normalizzazione delle insolvenze aziendali.
  2. La velocità del disimpegno statale, che influenzerà  le dinamiche di erosione della liquidità delle aziende.
  3. Le aziende a rischio default, tenute a galla da misure di emergenza e indebolite dalla crisi.
  4. Il deterioramento delle finanze aziendali, oltre ai problemi di sostenibilità del debito.
  5. La creazione di nuove imprese, che farà crescere la base di calcolo delle potenziali insolvenze, in particolare nei settori con boom post-pandemia (es.:  consegne a domicilio) e redditività incerta.

Nel 2022, in Italia, si stimano circa 12.000 aziende a rischio default. Nel 2020 le insolvenze sono scese fino a -32% mentre per fine 2021 si stima un aumento pari a +50,2% in quasi tutti i settori (eccetto l’industria mineraria/estrattiva), con picchi nel commercio, nel manifatturiero, l’edilizia e gli alberghi/ristoranti.

In termini assoluti, saremmo comunque sotto i livelli pre-Covid.