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Credito d’imposta beni strumentali: cambiano le regole

di Redazione PMI.it

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Sostegni bis: esteso a imprese e Partite IVA con ricavi superiori a 5 milioni di euro il credito d'imposta sui beni strumentali in un'unica quota annuale.

Anche le imprese e le Partite IVA che fatturano più di 5 milioni annui possono utilizzare il credito d’imposta per l’acquisto di macchinari nuovi in un’unica soluzione, invece che in tre quote annuali. La novità è stata introdotta dal Decreto Sostegni bis, l’agevolazione è utilizzabile fino al 31 dicembre 2021 e riguarda in pratica gli investimenti che negli anni scorsi ricadevano nel cosiddetto superammortamento (in pratica, i macchinari che non rientrano nelle tecnologie 4.0).

Nel dettaglio, l’articolo 20 del decreto legge 73/2021 prevede che per gli investimenti in beni strumentali materiali diversi da quelli 4.0, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta previsto in base al comma 1054 della Manovra 2021 (legge 178/2020), è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale. La norma prevede già il possibile utilizzo in un’unica quota annuale solo in presenza di ricavi o compensi inferiori ai 5 milioni di euro, mentre ora amplia la platea ammettendo anche chi fattura somme più alte.

L’agevolazione, lo ricordiamo, è un credito d’imposta del 10%, fino a un massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro, che sale al 15% per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile. E’ utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni. Non concorre alla formazione del reddito IRPEF e IRES e della base imponibile IRAP. Per gli altri crediti d’imposta relativi agli investimenti in macchinari e software 4.0, restano immutate le regole, che prevedono l’utilizzo in compensazione in tre quote annuali.

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