Impatriati: guida incentivi e chiarimenti fiscali

di Redazione PMI.it

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Regime fiscale agevolato per impatriati: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate alla luce delle più recenti norme, con esempi pratici e casi particolari.

La circolare n. 33/E del 28 dicembre 2020 illustra in dettaglio le regole, i requisiti e l’applicazione del regime fiscale speciale per impatriati, per i quali sono agevolabili i redditi di lavoro dipendente e assimilati e quelli di lavoro autonomo e di impresa, se prodotti da lavoratori che trasferiscono la residenza fiscale dopo almeno due anni di lavoro fiscalmente svolto oltre confine, rimanendo nel nostro Paese per almeno altri due anni.

L’eventuale  reddito d’impresa agevolabile è solo quello prodotto dell’imprenditore individuale, restano escluse le società di persone e le società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria. Sono ammessi anche laureati, italiani e stranieri, che abbiano svolto all’estero nei 24 mesi precedenti il rimpatrio fiscale un’attività di lavoro continuativa o un’attività di studio finalizzata a conseguire la laurea o un titolo post lauream. 

=> Studio o lavoro estero: incentivi per impatriati

La tassazione agevolata del nuovo reddito prodotto in Italia sarà pari al 30% (agevolazione potenziata dal Dl Crescita, rispetto al precedente 50%), ulteriormente ridotta al 10% per chi si trasferisce in alcune Regioni del Centro-Sud Italia (in questo caso la residenza può non coincidere con il luogo di lavoro, ciò che rileva è il luogo di acquisizione della residenza al momento dell’impatrio).

La decorrenza dell’agevolazione è applicabile dal 30 aprile 2019 (entrata in vigore del Dl Crescita). La normativa più favorevole, per impatriati dal periodo di imposta 2020, può essere dunque retroattiva e applicarsi anche nei confronti di coloro che sono rientrati in Italia dal 30 aprile 2019. Ma quelli che hanno trasferito la residenza fiscale in Italia dal 30 aprile al 2 luglio 2019, possono anche avvalersi della precedente agevolazione al 50% in attesa del decreto con i criteri per la richiesta di accesso alle prestazioni del “fondo controesodo”.

La durata del beneficio è di cinque periodi di imposta, con estensione di ulteriori cinque periodi di imposta in presenza di particolari ipotesi: figlio minorenne o a carico (con tassazione del 50%); acquisto immobile residenziale dopo il rimpatrio e nell’anno precedente (con tassazione del 50%); tre figli minorenni o a carico (tassazione al 10%). La circolare chiarisce che i presupposti si devono configurare entro il primo quinquennio di fruizione dell’agevolazione.

In caso di mancata (o insufficiente in termini di durata biennale) iscrizione all’AIRE (anche per cittadino straniero che non si sia cancellato dall’anagrafe in Italia), basta dimostrare di essere stato fiscalmente residente in un Paese estero in base alla convenzione contro le doppie imposizioni nei due periodi di imposta precedenti il trasferimento.

L’accesso al regime è precluso se l’impatriato non formula specifica richiesta al proprio datore di lavoro o non ne dia evidenza in dichiarazione dei redditi per i periodi di imposta agevolabili, nei termini ordinari (non vale la dichiarazione dei redditi integrativa a favore) trattandosi di un regime opzionale. Per accedere al regime, comunque, non serve istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate.

=> Incentivi impatriati: requisiti e casi particolari

Casi particolari

  • Rientro da distacco estero: la nuova attività non si deve porre in continuità con la precedente posizione lavorativa svolta in Italia prima dell’espatrio
  • Lavoro su navi e aerei con tratte internazionali: l’attività deve essere svolta sul territorio o tratte nazionali per almeno 183 giorni in un anno.
  • Titolo di studio dopo i due anni: in presenza di tutti gli altri requisiti, il soggetto è comunque ammesso al beneficio.
  • Esclusi dal beneficio: italiani residenti in Italia funzionari ed agenti UE: l’accesso al regime; soggetti in regime forfetario; chi rientra dopo aspettativa non retribuita.

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