Tutti i costi della crisi del Governo

di Filippo Vendrame

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La crisi di Governo potrebbe costare al contribuente molto più di quanto si creda: oltre all’aumento IVA di un punto percentuale, rischia seriamente di saltare l’abolizione dell’IMU sulla prima casa per il 2013 (seconda rata e non solo….), oltre alla cassa integrzione in deroga e ad altri provvedimenti strategici per l’economia del Paese.

IVA

Il primo ottobre è scattato il fatidico aumento dell’IVA dal 21% al 22%, a dir poco problematico per le tasche dei cittadini e di aiuto per le casse del Governo (1 miliardo in più di gettito) forse solo teoricamente: le associazioni dei consumatori profetizzano un’ennesimo drastico calo dei consumi a causa dell’aumento dei prezzi.

IMU
Se la crisi di Governo sfocia in un ritorno al voto con nuove elezioni, diventerebbe forte il rischio di pagare a dicembre la rata IMU sulla prima casa, la cui soppressione era data per scontata ma in realtà  non è ancora stata formalizzata in parlamento. Se entro il 15 ottobre non saranno chiarite le coperure finanzarie, gli Italiani dovranno andare alla cassa.

CIG

Dopo IMU e IVA, anche la CIG verrebbe messa in discussione. Il Governo aveva deciso di stanziare 330 milioni di euro per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, soldi che potrebbero non arrivare o arrivare in ritardo.

Altri provvedimenti

Il Governo doveva presentare anche una lista delle sue partecipate da privatizzare. Vendita che avrebbe garantito un gettito di oltre 1 miliardo di euro. Si stava inoltre pensando di preparare un piano di lavoro per salvare Telecom Italia dal controllo di Telefonica. Progetto che adesso rischia di saltare. Inoltre il Governo doveva preparare un piano per poter rientrare dentro il 3 per cento di deficit imposto dall’Unione Europea. Per farlo è necessario trovare 1,6 miliardi che potevano arrivare, questa era la proposta, da un taglio alle spese dei ministeri.