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Dai buoni propositi agli obiettivi di business: strategie per PMI e professionisti

di Laura Caracciolo

10 Settembre 2025 11:15

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Scopri come convertire dei semplici buoni propositi in obiettivi SMART e strategie di marketing vincenti per il tuo business.

Come accade ogni anno, settembre rappresenta un mese di cambiamento per molti: in tantissimi rientrano dalle vacanze pieni di energia e entusiasmo, accompagnati da diversi buoni propositi e aspettative elevate. C’è chi spera di avviare nuove attività, chi di cambiare la propria vita e chi, invece, vuole approfittare di questo periodo di cambiamento per dare una svolta alla propria PMI o all’attività professionale.

Alcuni di questi buoni propositi maturati nel corso dell’estate hanno a che fare con le campagne di marketing volte a dare maggiore visibilità all’attività. Tuttavia, purtroppo, spesso questi propositi restano solo intenzioni e non vengono trasformati in un reale cambiamento. Eppure, sfruttarli potrebbe significare costruire strategie di marketing efficaci e in grado di portare risultati misurabili.

Come trasformare, dunque, il semplice desiderio di miglioramento in reale cambiamento per raggiungere gli obiettivi di marketing aziendale? Cerchiamo di scoprirlo.

Dai buoni propositi agli obiettivi di business

Settembre è quel periodo dell’anno in cui molte aziende e tantissimi professionisti riprendono il lavoro carichi di buoni propositi che potrebbero rappresentare il punto di partenza per un effettivo cambiamento nelle strategie di marketing. Tuttavia, purtroppo, l’entusiasmo iniziale lascia presto spazio alle incombenze: di conseguenza, prima che si trasformino in obiettivi concreti molto spesso i propositi vengono abbandonati.

Niente di più sbagliato, perché per trasformare delle semplici intenzioni in strategie concrete basterebbe tradurli in obiettivi SMART in linea con le esigenze aziendali.

Per poter essere definito SMART, un obiettivo deve essere:

  • Specifico e privo di ambiguità
  • Misurabile
  • Achievable, ossia realmente raggiungibile
  • Rilevante per il business
  • Time-bound, cioè definito nel tempo.

Un’azienda, per fare un esempio, potrebbe voler aumentare i propri contatti: questo è un proposito. Tradurlo in obiettivo SMART significa renderlo specifico, raggiungibile, rilevante e definito nel tempo.

Quindi, invece di limitarsi a sperare genericamente di incrementare i lead, bisogna fissare un obiettivo concreto, ad esempio quello di ottenere un numero specifico di contatti nel prossimo trimestre.

Solo trasformandoli in veri obiettivi i buoni propositi smetteranno di restare semplici intenzioni e potranno essere trasformati in strategie in grado di generare risultati reali.

L’implementazione delle strategie

Una volta individuati i buoni propositi che possono essere trasformati in obiettivi di marketing e dopo aver fissato gli obiettivi SMART rilevanti, si potrà passare all’azione.

Occorre quindi mettere in atto le strategie adeguate a raggiungere gli obiettivi fissati.

In questa fase è fondamentale innanzitutto individuare il proprio target: non è possibile sviluppare una strategia di marketing senza identificare con precisione il pubblico di riferimento.

L’individuazione del pubblico di riferimento è fondamentale anche per definire quali saranno i canali e gli strumenti da utilizzare.

Settembre può rappresentare anche il momento ideale per lanciare nuove iniziative e progetti innovativi, come un nuovo canale YouTube, o magari un podcast legato all’azienda.

Ogni attività, comunque, dovrà ovviamente essere coerente con gli obiettivi aziendali e con il budget a disposizione.

Il monitoraggio continuo

Una volta trasformati i buoni propositi in obiettivi e dopo aver implementato le strategie più adatte per il proprio business, alla fase dell’azione dovrà seguire quella del monitoraggio.

Infatti, ogni azione di marketing, che si tratti di post sui social, campagne sponsorizzate, video o articoli sul blog, va adeguatamente valutata analizzandone le performance.

Questo si traduce nell’analisi dei KPI, ovvero degli indicatori chiave di performance, come engagement, lead generati, conversioni.

Solo analizzando attentamente i KPI si potrà comprendere quali attività hanno apportato valore e quali, invece, vanno corrette.

Bisogna ricordare che, se un contenuto o una campagna non raggiunge i risultati sperati, non significa necessariamente che l’obiettivo scelto in fase iniziale sia sbagliato. Spesso basta adattare il messaggio, cambiare il formato o sperimentare nuovi canali per migliorare le prestazioni.


di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera