Tratto dallo speciale:

Chapeau intervista Duccio Vitali: strategie di crescita per un fatturato milionario

di Redazione PMI.it

Pubblicato 8 Settembre 2025
Aggiornato 18 Settembre 2025 13:55

logo PMI+ logo PMI+
Su PMI.it la video-intervista di Chapeau a Duccio Vitali, fondatore di Alkemy, pioniere della consulenza strategica alle imprese in ambito digital.

Sono ripartite dopo la pausa estiva le video-interviste realizzate da Chapeau ai protagonisti del mondo dell’imprenditoria italiana e ai protagonisti dell’innovazione, capaci di ispirare gli startupper e offrire preziosi consigli alle giovani attività che muovono i primi passi.

Oggi vi presentiamo la storia di Duccio Vitali, fondatore di Alkemy. L’azienda punta sulla trasformazione digitale, assistendo le imprese in questo cammino con un approccio quasi unico nel panorama italiano. Scopriamolo assieme, ascoltando anche il percorso imprenditoriale del suo founder, la sua vision sulla digital transformation ed i suggerimenti operativi per imprenditoria di oggi e domani.

La video-intervista a Duccio Vitali

Ecco la video-intervista integrale realizzata da Chapeau a Duccio Vitali, disponibile sui social in video streaming.

Dalla consulenza all’imprenditoria

La storia di Duccio Vitali, fondatore e CEO di Alkemy, offre preziosi spunti per gli imprenditori italiani. Lasciare un guadagno annuo di quasi €800.000 come partner in una prestigiosa società di consulenza strategica per avviare la propria azienda, che oggi fattura €250 milioni, è una decisione che racchiude visione, coraggio e una meticolosa strategia di crescita nel settore digitale.

Dopo una brillante carriera come consulente presso una delle società di settore più prestigiose, Vitali “molla tutto” per dedicarsi al proprio progetto personale: fondare un’azienda tutta sua secondo i dettami del motto “we create value with values”.

Il motivo principale? La crescente domanda di servizi digitali da parte di imprenditori e CEO italiani, che non trovavano risposte adeguate. Vitali, pur non essendo un “guru” del settore, percepiva una chiara opportunità di mercato.

Basata su un modello di acquisizioni strategiche innovativo, Alkemy scommette sulle competenze specifiche e complementari di altre aziende digital per il fine ultimo di integrarle al proprio business-core e far crescere il valore individuale e di gruppo.

La strategia di crescita con Alkemy

La partenza di Alkemy ha richiesto un investimento iniziale di 4 milioni di euro raccolti da “Family and Friends”. La crescita è stata esponenziale: in quattro anni, dal 2012 al 2016, l’azienda passa da zero a €40 milioni di fatturato.

La strategia di Vitali si è basata su tre pilastri fondamentali:

  1. attrazione di talenti, reclutando persone competenti e allineate alla visione dell’azienda;
  2. raccolta di capitali, Assicurandosi investitori che credessero nel progetto a lungo termine;
  3. acquisizioni strategiche, integrando web agency, aziende di e-commerce e social media per superare rapidamente i 10 milioni di fatturato e acquisire una posizione tale da guardare a obiettivi sempre più ambiziosi (100, 300, e ora 500 milioni di euro)

La quotazione in Borsa e la successiva exit

Per sostenere questa rapida crescita, nel dicembre 2017, Alkemy si quota in Borsa Italiana sull’AIM (passando poi allo STAR nel 2019), raccogliendo 33 milioni di euro, di cui 18 destinati a nuove acquisizioni. La quotazione ha fornito disciplina, la possibilità di rendere liquide le azioni per gli azionisti e ha rafforzato la struttura dell’azienda.

Tuttavia, il mercato azionario per le piccole capitalizzazioni presentava sfide, tra cui la scarsa liquidità del titolo e la sua volatilità. Nel 2022, Vitali ha riconosciuto che la borsa non era più la soluzione ottimale per Alkemy.

La svolta arriva nel 2024 con l’ingresso di Fondo Strategico Italiano che, attraverso Retex, acquisisce le quote di Alkemy, portando all’uscita dalla borsa e creando un colosso da 250 milioni di fatturato.

Espansione internazionale e visione futura

Dal 2016, Alkemy ha intrapreso un percorso di internazionalizzazione, che oggi genera il 40% del fatturato.

La strategia è stata quella di consolidarsi prima in Italia e poi espandersi in paesi “simili” ma “più avanti sul digitale” del Sud Europa e dei Balcani, come Belgrado e Madrid, evitando mercati troppo competitivi. Il modello prevedeva l’identificazione di imprenditori-manager locali e l’inizio con servizi di consulenza, seguiti da acquisizioni per fornire delivery locali.

Guardando al futuro, Vitali è ottimista sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale, non credendo che “brucerà posti di lavoro” ma piuttosto che “cambieranno le competenze” e se ne creeranno di nuove. La vera sfida per le aziende è “ripensare completamente il modello di business“.

Consigli per aspiranti imprenditori

La storia di Duccio Vitali è un esempio di come una chiara visione, una strategia di crescita definita e un impegno costante possano trasformare un’idea in un’azienda leader nel suo settore, affrontando le sfide del mercato con audacia e resilienza.

Vitali offre consigli chiari per chi aspira a fare impresa: buttarsi, avere un obiettivo sviluppando una “sana ossessione” verso di esso, riconoscere le diverse fasi dell’azienda (dall’idea allo “scale up”), sapendosi fare da parte quando è il momento.

In questo modo, si mette l’azienda al servizio della comunità, portando beneficio.