Fallimenti PMI: più di 30 al giorno

di Francesca Vinciarelli

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Record di procedure fallimentari avviate dalle PMI italiane per la stretta creditizia, i ritardati pagamenti e il calo della domanda interna: più di 30 fallimenti al giorno nel 2011.

Numerosi i fallimenti aziendali che si sono succeduti lo scorso anno per colpa della crisi economica: praticamente 31 al imprese fallite ogni giorno nel corso del 2011 e a chiudere i battenti sono state soprattutto le PMI.

La Lombardia è stata una delle regioni più colpite dai fallimenti, con 2.613 imprese che hanno portato i libri in tribunale dichiarando fallimento. Complessivamente 11.615 vittime, lasciando a casa almeno 50mila persone.

Sono questi, in sintesi, i risultati di un’analisi della Cgia di Mestre che fotografa la situazione più tragica degli ultimi quattro anni.

Le cause di questo drammatico stato di salute delle aziende italiane deve essere ricercato – afferma Giuseppe Bortolussi, segretario dell’associazione artigiana – principalmente nella stretta creditizia, nei ritardi nei pagamenti e nel forte calo della domanda interna.

L’indagine della Cgia mostra come un terzo dei fallimenti sia causato proprio dai ritardi nei pagamenti (3.600 aziende) e i recenti fatti di cronaca confermano il problema con il fisco.

Purtroppo infatti gli imprenditori non vivono solo il fallimento economico della società, ma – ricorda la Cgia – anche fallimento personale che, in casi estremi, ha portato decine e decine di piccoli imprenditori a togliersi la vita.

La Cgia conclude: «bisogna intervenire subito e dare una risposta emergenziale a questa situazione che rischia di esplodere. Per questo invitiamo il Governo ad istituire un fondo di solidarietà che corra in aiuto a chi si trova a corto di liquidità».

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