Credito al Consumo: Rapporto 2013 su mutui e prestiti

di Barbara Weisz

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Il calo riguarda soprattutto i prestiti personali, il cui importo medio è inferiore di quasi il 7% sull'anno prima, flessioni anche per i mutui: gli effetti della crisi su accesso al credito e consumi, report Crif.

Mentre si moltiplicano gli appelli per facilitare l’accesso al credito delle aziende – a partire da quello di Mario Draghi (Bankitalia) – arrivano dati altrettanto allarmanti sul credito al consumo.

In base al rapporto CRIF, nel 2012 gli importi medi sono calati del 6,7% per i prestiti personali, del 4,1% per quelli finalizzati, del 3,6% per i mutui ipotecari.

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E’ una conseguenza della crisi che, come spiega Daniela Bastianelli (CRIF Decision Solutions), provoca da una parte una forte prudenza dal lato dell’offerta (le banche), a causa del fattore rischio, dall’altra una contrazione della domanda da parte delle famiglie.

Risultato: rate più contenute e importi medi ridotti.

Mutui

Vediamo le cifre precise, partendo dai mutui: l’importo medio 2012 è stato pari a 146mila 316 euro. Del resto, il mercato immobiliare è fra quelli che maggiormente risentono della crisi (i dati Istat indicano un crollo di operazioni del 21,4% nei primi nove mesi del 2012).

Nemmeno la diminuzione dei prezzi (-4,6% nell’ultimo trimestre 2012, dati Eurostat) riesce a far aumentare le compravendite, frenate soprattutto dalle condizioni del finanziamento: i tassi sono alti, le banche sono più restie a concedere il mutuo, chiedono maggiori garanzie.

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Prestiti

Passiamo ai prestiti personali, i cui importi come visto sono quelli che segnano la contrazione più vistosa. Importo medio: 12mila 666 euro, frutto di una contrazione degli importi complessivamente finanziati e del numero di contratti sottoscritti. Qui pesa una crisi dei consumi su cui non smettono di arrivare allarmi un po’ da tutte le parti, a partire dalle associazioni di categoria. Le famiglie chiedono prestiti per importi meno elevati, e comunque anche qui il rischio di credito è cresciuto, quindi le condizoni dei prestiti sono meno favorevoli, scontando le dinamiche dei redditi e la crisi occupazionale.

Infine, i prestiti finalizzati. Importo medio: 4mila 090 euro. Questa è una tipologia di finanziamento che riflette le dinamiche dei consumi durevoli, a partire dal mercato dell’auto (immatricolazioni 2012 -20%, secondo il rapporto Crif). In calo anche i consumi di mobili, arredo ed elettrodomestici.

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L’analisi per regione vede i mutui di importo maggiore in Trentino Alto Adige, con 211mila 110 euro, seguito dalla Lombardia, a quota 170mila 308. I mutui di entità minore si trovano invece nel Sud e nelle Isole, in particolare in Sardegna e in Calabria, entrambe intorno ai 110mila euro.

Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, vince ancora il Trentino Alto Adige, oltre i 5mila 600 euro, e la Val d’Aosta, a 5mila 100 euro, mentre le somme più basse si riscontrano in Campania, con 3mila 152 euro, seguita da Puglia e Sicilia.

Quanto ai prestiti personali, in testa il Lazio, con oltre 13mila 500 euro di media. All’estremo opposto, la Liguria e il Friuli Venezia Giulia, intorno a quota 11mila 800 euro.

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