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Decreto Sviluppo: slittano iSrl e Piano Banda Larga

di Barbara Weisz

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A ottobre il primo appuntamento utile per approvare il DL Sviluppo bis: la mancata copertura finanziaria minaccia le agevolazioni per le Start-up innovative e il Piano per la Banda Larga.

Appuntamento con il Decreto Sviluppo bis in Consiglio dei Ministri forse il 4 Ottobre.

Intanto, si definisce il testo definitivo del provvedimento del ministero dello Sviluppo Economico, per quanto restino irrisolti problemi di copertura finanziaria su molte misure.

CdM 4 Ottobre: Odg

Lo slittamento della discussione sul nuovo pacchetto crescita (leggi tutto) è da ascriversi ad impegni internazionali dell’Esecutivo.

In assenza di un ordine del giorno ufficiale per la seduta del Consiglio dei Ministri il 4 Ottobre, è solo ipotizzabile la discussione del Decreto Sviluppo bis.
Tuttavia, considerata l’agenda del Governo per il prossimo autunno sembra difficile ipotizzare ulteriori slittamenti. Di certo non si dovrebbe andare oltre metà Ottobre.

Misure del DL Sviluppo bis

Riflettori puntati sulle nuove Start-Up innovative (consulta le misure), le cosiddette iSrl.

Per le società a responsabilità limitata innovative  con possibilità di avvio online, è ancora da confermare la fattibilità finanziaria per le agevolazioni fiscali previste, ossia gli sgravi tanto per la nuova impresa innovativa quanto per gli investitori privati.

Dubbi ancora da sciogliere, anche, quelli sul contratto di lavoro ad hoc.
Start-up innovative: le agevolazioni per le iSrl

In ambito Agenda Digitale, invece, l’attenzione maggiore è posta sull’atteso Piano Nazionale per la Banda Larga, e sulle agevolazioni per l’e-commerce, sulla scia di quanto previsto nel Digitalia  (leggi il programma).

Nell’ambito dei due capitoli si collocano poi numerosi micro-temi, tra cui anche obbligo per i commercianti e i professionisti di accettare pagamenti elettronici dal primo gennaio 2014, e si prevede un decreto ministeriale per fissare gli importi minimi (50 euro?) e le modalità di attuazione.

In tema di infrastrutture, invece,  dovrebbe essere stralciato il capitolo con garantiva un credito d’imposta IRES e IRAP per le aziende edili.

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