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PMI con sede in Irlanda: non solo vantaggi fiscali

di Noemi Ricci

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In Irlanda si applica un regime fiscale agevolato per imprese e holding internazionali, per questo molte PMI pianificano il trasferimento della sede operativa della propria società: i vantaggi fiscali e i requisiti per accedervi.

Per risparmiare sulle tasse e godere di un ambiente legislativo favorevole, molte PMI italiane si orientano all’estero, avviando attività di business in Paesi fiscalmente accoglienti come l’Irlanda: non parliamo solo di stabilire la sede della propria impresa (o società di holding) in territorio irlandese ma di attuare vere e proprie politiche di internazionalizzazione.

Il primo beneficio, inutile negarlo,  è il regime fiscale vantaggioso, ma anche l’ambiente economico è favorevole, così come aiuta la presenza di un sistema giuridico e normativo efficiente ed i maggiori incentivi fiscali e finanziari.

Per gli imprenditori che intendono delocalizzare ottimizzando la propria fiscalità, quindi, l’Irlanda appare davvero un Paese perfetto.

E infatti la tendenza registrata negli ultimi tempi, sia da parte di PMI che di grandi imprese, è di trasferire la sede della società o aprirne una nuova, proprio in Irlanda e da qui dirigere le principali funzioni di gestione.

Agevolazioni fiscali

In Irlanda la tassazione standard per le imprese prevede un’aliquota al 12,5% per i redditi commerciali.
Non solo: come dicevamo esistono anche numerosi incentivi per l’imprenditoria. In primis il credito d’imposta sulle spese di ricerca e sviluppo.

A seguire, segnaliamo l’assenza di regimi di thin capitalisation, di CFC o sui prezzi di trasferimento, e molteplici trattati contro la doppia imposizione.

Si tratta però di benefici riservati alle società residenti.  Questa condizione non si raggiunge con la sola costituzione della società in Irlanda: è necessario che l’Irlanda sia il luogo effettivo nel quale sono esercitati il controllo e gestione centrale della società, ovvero il territorio nel quale vengono prese le decisioni strategiche.

Discriminanti sono la residenza della maggioranza degli amministratori, il luogo dove si svolgono le loro riunioni e i negoziati della maggioranza dei contratti. Quindi attenzione alle scappatoie fiscali: non è certo così che si ottengono determinati benefici ma solo con una sana politica di internazionalizzazione!

Regimi di vantaggio

Infine, analizziamo il regime fiscale agevolato per le holding di gruppi internazionali e l’esenzione fiscale sui dividendi e sui profitti delle filiali estere in Irlanda sono poi previsti.

In Irlanda le società holding residenti godono di vantaggi fiscali quali il regime di partecipation exemption introdotto nel 2004: si tratta dell’esenzione dalla tassazione per le plusvalenze realizzate da cessione di partecipazioni qualificate, ovvero uguali o superiori al 5%.

Per beneficiare dell’esenzione, però, è richiesto il rispetto di determinati requisiti sia da parte della casa madre che della società controllata. Questa deve essere una azienda residente in uno Stato dell’Unione Europea o in uno dei Paesi con i quali l’Irlanda ha stipulato un trattato contro la doppia imposizione.

Perché l’esenzione abbia luogo, inoltre, la partecipazione deve garantire il diritto al 5% dei profitti della società partecipata e del 5% del patrimonio di liquidazione qualora la società venga sciolta.

Vi è poi il vincolo di mantenere la partecipazione per un periodo minimo continuato di 12 mesi, mentre la cessione deve avvenire entro 2 anni dall’acquisizione dei requisiti, in questa data l’attività della società partecipata deve risultare di carattere commerciale.