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Start-up Innovative: la mappa italiana 2014

di Barbara Weisz

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Raddoppia il numero di nuove imprese innovative, mentre le stime di fine anno vedono un calo degli investimenti: mercato e prospettive nell'indagine dell'Osservatorio Startup.

Raddoppia il numero di start-up innovative in Italia (+120%) ma non quello degli investimenti in queste nuove realtà produttive: a rilevarlo è la seconda edizione dello studio “The Italian Start Up Ecosystem: who’s who“, presentato nella giornata conclusiva dell’edizione milanese di SMAU 2014. Per quanto i finanziamenti alle start-up innovative segnino quest’anno un ragguardevole +74%, le cose cambiano quando si parla di investimenti (istituzionali, business angel e via dicendo): mentre nel 2013 si registrava un +15% annuo, oggi si assiste ad una inversione di tendenza, con cifre inferiori a quelle del 2012, complice forse la crisi.

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Per fare un confronto internazionale, in Italia si investe in start-up meno che in Francia e Germania, un quinto rispetto al Regno Unito, la metà rispetto alla Spagna. L’ Italia merita molto di più, commenta Federico Barilli, segretario generale di ItaliaStartup, ricordando come un’analoga considerazione sia stata fatta dallo stesso Renzi, nei mesi scorsi, al ritorno da una visita nella Silicon Valley californiana. La buona notizia è che comunque nel mercato sono entrate anche le banche, con investimenti importanti a medio-lungo termine, anche grazie al Fondo di garanzia statale da 100 milioni di euro.

«L’azione associativa si rivolge ora a due interlocutori chiave», ovvero «le aziende italiane, ancora troppo timide negli investimenti finanziari e industriali in start-up», e «gli investitori e le imprese straniere, che troppo spesso non hanno nel loro radar il nostro ecosistema».

Investimenti Startup

E veniamo alla mappa aggiornata delle start-up italiane: su 2.716 nuove imprese innovative, sono 197 quelle finanziate, 36 gli investitori istituzionali (di cui 6 pubblici e 30 privati), 100 gli incubatori e acceleratori (60 pubblici e 40 privati), 38 i parchi scientifici e tecnologici, 62 gli spazi di co-working, 52 le competizioni dedicate alle start-up. La ricerca ha inserito quest’anno anche i “nuovi attori” del mercato: ad esempio le 48 piattaforme di Crowdfunding (attività in cui l’Italia è pioniera con il Regolamento Consob) e i 46 Fablabs, a cui si aggiungono 21 Hackathons, 38 Empowerment programs e 46 bandi.

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La distribuzione geografica vede il 57% delle start-up al Nord, percentuale che sale al 62% se si contano solo qulle finanziate, seguite dal 21% al Centro (23% delle finanziate) e 22% al Sud (15% finanziate). Andamento simile, con un gap ancora più marcato fra Nord e Sud, per la distruzione degli investitori istituzionali, che nel 75% dei casi sono nelle regioni settentrionali, seguite dal 19% del Centro e dal 6% del Sud. Per quanto riguarda la segmentazione degli investimenti (dati 2013), sono aumentati del 17% quelli di business angel, family office e incubatori, mentre sono diminuiti del 33% quelli degli istituzionali.

Per approfondimenti: The Italian Start Up Ecosystem: who’s who