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Dazi USA al 30% dal 1° agosto sulle merci europee: tutte le contromisure

di Barbara Weisz

14 Luglio 2025 15:54

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Guerra commerciale USA: rialzo dei dazi al 30% sulle merci europee dal primo agosto, Bruxelles cerca il negoziato con Trump ma prepara le contromosse.

Dopo che l’amministrazione USA ha annunciato che i dazi all’Europa saliranno al 30% dal primo agosto, l’Unione Europea ha confermato la linea del dialogo sospendendo i contro-dazi che avrebbero dovuto scattare il 14 luglio: resteranno sospesi fino ad agosto. Le prossime settimane saranno decisive per capire in che modo si svilupperà questa nuova fase della guerra commerciale durante la quale la Casa Bianca da una parte sta cercando accordi separati con i diversi stati, dall’altra prosegue con una linea che diluisce gli annunci e alza l’asticella rispetto alle richieste.

I nuovi dazi USA sulle merci europee

Il presidente americano Donald Trump sta inviando ai diversi paesi lettere che contengono le decisioni di Washington sui dazi che intende imporre e le condizioni per trattare. All’Unione Europea, la missiva della Casa Bianca è arrivata il 12 luglio: dal primo agosto, le tariffe doganali nei confronti di tutte le merci europee (con una serie di specifiche eccezioni) saliranno al 30% dall’attuale 10%. La lettera contiene anche le contromisure nel caso in cui l’Europa attivi contro-dazi:

se per qualsiasi motivo decidete di aumentare le vostre tariffe e di reagire, l’importo, qualunque sia l’aumento scelto, verrà aggiunto al 30% che applichiamo.

Quindi, se l’Europa decidesse di far scattare i nuovi contro-dazi del 25%, gli Stati Uniti aggiungeranno a loro volta questa percentuale alla barriera doganale già decisa, portandola al 55% (si tratta di un dazio distinto da quello settoriale già applicate, come il 50% su acciaio e alluminio e il 25% su auto e componentistica).

Per quanto riguarda l’apertura negoziale, il passaggio chiave della lettera di Trump è il seguente:

se desiderate aprire i vostri mercati commerciali, finora chiusi, agli Stati Uniti ed eliminare le vostre politiche tariffarie e non tariffarie e le barriere commerciali, potremmo valutare una modifica a questa lettera. Queste tariffe potrebbero essere modificate, al rialzo o al ribasso, a seconda del nostro rapporto con il vostro Paese.

La reazione della UE

L’Unione Europa ha annunciato che fino al primo agosto sono sospesi i controdazi sulle merci americane annunciato nel luglio scorso. La prima reazione europea è stata infatti affidata alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen:

l’UE ha costantemente dato priorità a una soluzione negoziata con gli Stati Uniti, a dimostrazione del nostro impegno per il dialogo, la stabilità e un partenariato transatlantico costruttivo. Restiamo pronti a continuare a lavorare per raggiungere un accordo entro il 1° agosto. Allo stesso tempo, adotteremo tutte le misure necessarie per salvaguardare gli interessi dell’UE, inclusa l’adozione di contromisure proporzionate, se necessario.

La Germania ha invitato Bruxelles ad agire pragmaticamente per arrivare a una soluzione soddisfacente. La Francia di Emmanuel Macron da una parte ribadisce il pieno sostegno ai negoziati «che si intensificheranno per raggiungere un accordo reciprocamente accettabile entro il primo agosto», dall’altra invita la Commissione a «difendere risolutamente gli interessi europei», mettendo a punto contromisure credibili nel caso in cui non si giungesse a un’intesa. Fra gli strumenti, Macron ricomprende l’anti-coercizione, un meccanismo che prevede prima di cercare un dialogo con il paese che eventualmente annuncia restrizione verso l’Europa, e in seconda battuta di mettere a punto restrizioni, che possono non limitarsi ai dazi ma allargarsi anche a investimenti diretti, particolari tipologie di imprese, partecipazione agli appalti. Von der Leyen ha però gettato acqua su fuoco, sottolineando che l’anticoercizione è pensata «per situazioni straordinarie e non siamo ancora a quel punto».

La posizione italiana

Dai leader dei diversi paesi Ue sono arrivate prese di posizione in linea con questa strategia, che mira a privilegiare la trattativa tesa a trovare un accordo senza escludere altre possibilità. «Una guerra commerciale interna all’Occidente ci renderebbe tutti più deboli di fronte alle sfide globali che insieme affrontiamo – ha dichiarato la premier italiana, Giorgia Meloni -, l’Europa ha la forza economica e finanziaria per far valere le proprie ragioni e ottenere un accordo equo e di buon senso. L’Italia farà la sua parte. Come sempre».

L’impatto economico dei dazi USA

In base ai dati del Consiglio Europeo, gli USA sono la principale destinazione delle esportazioni UE (il 20,6% del totale) e il secondo partner commerciale dopo la Cina per le importazioni (21,3%). I beni più esportati sono i prodotti farmaceutici (che però al momento sono esclusi dai dazi), le auto (su cui ci sono già in vigore tariffe al 25%), macchinari industriali. Per l’Italia, l’impatto rischia di essere rilevante anche su comparti chiave del Made in Italy: lusso, food, abbigliamento.

Per quanto riguarda le ricadute sulla crescita, qualche dato è stato fornito dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione dell’assemblea ABI (Associazione Banche Italiane) dell’11 luglio.

A scenario invariato (ipotizzando che i dazi restino al 10% sui prodotti UE, al 50% sull’acciaio e l’alluminio e al 25% sull’auto) la stima è di «mezzo punto percentuale alla crescita nell’area dell’euro tra il 2025 e il 2027, con effetti contenuti sull’inflazione». Nell’ipotesi di un inasprimento, gli effetti sulla crescita sarebbero peggiori e potrebbero influenzare le dinamiche inflazionistiche.

Secondo uno scenario avverso elaborato dagli esperti della BCE l’impatto negativo sulla crescita triplicherebbe qualora i dazi venissero portati al livello annunciato dall’amministrazione statunitense lo scorso 2 aprile (al 25%) e l’Unione europea adottasse misure ritorsive.