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Rincaro bollette: le ipotesi di Governo per il taglio dei costi

di Barbara Weisz

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Il Governo prepara un Decreto in CdM con il taglio del 30% sui costi della bolletta energetica per evitare i rincari da ottobre di elettricità e gas.

Per evitare il caro bollette stimato a ottobre (+40% per l’elettricità e +30% per il gas), il Governo studia un taglio ai costi fissi delle utenze, compensando gli aumenti dell’energia: diversi gli strumento allo studio, dalla riduzione IVA (aliquota al 4% in luogo dell’attuale 10%) alla riduzione di oneri di sistema in bolletta (il costo dell’energia rappresenta circa il 40% di quello che si paga, il resto è dato da costi fissi e altre voci) oppure una misura una tantum che compensi l’attuale rincaro. Le norme per evitare i rincari dovrebbero arrivare in Consiglio dei Ministri questa settimana (tra giovedì e venerdì), stanziando tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro.

Per valutare la strada migliore da percorrere, nella mattinata di giovedì 16 settembre c’è stato un primo vertice tra il Premier Mario Draghi, il Ministro dell’Economia Daniele Franco e quello della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che nei giorni scorsi ha rilanciato l’allarme tariffe: «lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%, queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle»:

va riscritto il metodo di calcolo, lo stiamo facendo in queste ore.

In vista c’è dunque un provvedimento dell’Esecutivo per mitigare la spesa degli utenti. Non si conoscono per il momento le decisioni. In ogni caso i tempi sono brevi, e prevedano subito misure d’emergenza, a tendere una riforma radicale: nei prossimi giorni un intervento per mitigare il rincaro globale dell’ultimo trimestre 2021, all’80% legato all’aumento del gas, poi c’è da mettere in piedi un intervento più strutturale.

Stima dei rincari

Sul fronte delle imprese, Confcommercio ha calcolato un rischio rincari pari al 42% per l’elettricità ed al 38% per il gas. Un’elaborazione dell’associazione imprenditoriale con Nomisma Energia stima che:

  • per un negozio con potenza impegnata di 35 chilowatt e consumo annuo di 75mila chilowattora, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe di oltre 6.000 euro su base annua, per un totale di 19mila euro;
  • per un ristorante con potenza impegnata di 50 chilowattora e consumo di 100mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 8.500 euro annui, per un totale di 28mila euro;
  • per un albergo con potenza impegnata di 90 chilowattora e consumo di 260mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 20mila euro annui, per un totale di 65mila euro.

Anche le associazioni dei consumatori insistono con il Governo per un intervento in tempi brevi (secondo i calcoli di Assoutenti e Federconsumatori, in mancanza di misure il costo degli aumenti arriverebbe a 1.300 euro annui per ogni famiglia).

Proposte di riforma bolletta elettrica

Le proposte di Confcommercio: trasferire gli oneri generali di sistema a carico della fiscalità generale; togliere dalla bolletta gli oneri non connessi a sviluppo  sostenibile o contrasto alla povertà energetica; rifinanziare il fondo che consente alle aziende di rimborsare le emissioni di Co2, ridurre le imposte sull’elettricità.

Altre richieste arrivano da Confartigianato, che sottolinea come le PMI italiane paghino il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 18,1% alla media UE. Il presidente, Marco Granelli, chiede quindi la riduzione delle tasse sulla bolletta elettrica delle piccole imprese. «Il prezzo finale dell’elettricità per le piccole imprese è gonfiato soprattutto dagli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona». Le più penalizzate sono le piccole imprese in bassa tensione, che a fronte di una quota di consumi energetici del 24,5%, sono costrette a pagare il 33,2% della componente degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica. Mentre per le grandi aziende energivore con il 14,7% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende al 9,2%.

«Il Decreto Sostegni bis ha avviato una riduzione degli oneri generali di sistema nelle bollette delle piccole imprese», sottolinea Granelli, che in ogni caso inviata a ripensare completamente il meccanismo degli oneri generali di sistema, «da un lato ripartendo in modo più equo il peso degli oneri tra le diverse dimensioni d’azienda, dall’altro spostando parte del peso dalla bolletta alla fiscalità generale».