PNRR, le misure per la digitalizzazione delle PMI

di Barbara Weisz

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Sintesi degli interventi per le PMI nel PNRR in tema digitalizzazione: innovazione imprese, competitività Made in Italy, formazione, turismo e cultura.

Per la digitalizzazione del sistema produttivo, nel Recovery Plan ci sono 30,5 miliardi di euro articolati nelle due componenti della Missione 1 dedicata alla Digitalizzazione del Paese. Ci sono anche misure per di transizione digitale delle imprese, trasversalmente alle sei Missioni del PNRR, ma analizziamo nel dettaglio quelle contenute nel capitolo specifico, ovvero “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo“, e “Turismo e Cultura 4.0“, componenti 2 e 3 della Missione 1, dedicata «a ridurre i divari strutturali di competitività, produttività e digitalizzazione».

Il punto di partenza e i ritardi in Italia

In Europa siamo solo al 25esimo posto, per un ritardo dovuto a «vari fattori che includono sia la limitata diffusione di competenze digitali, sia la bassa adozione di tecnologie avanzate, ad esempio le tecnologie cloud». A questo digital divide si aggiunge «un calo della produttività nell’ultimo ventennio, a fronte della crescita registrata nel resto d’Europa», causato fra le altre cose da un «basso livello di investimenti in digitalizzazione e innovazione, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese che costituiscono la maggior parte del nostro tessuto produttivo (EC Country Report Italy)». Questi problemi, si legge ancora, «riguardano anche il settore della cultura e del turismo: nonostante l’Italia sia il paese con il maggior numero di siti UNESCO, non riesce a posizionarsi al vertice in Europa come numero di visitatori. E le aziende del settore sono tra quelle colpite in modo più significativo dalla pandemia».

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Il punto di arrivo e gli strumenti in campo

E veniamo alle misure previste dal PNRR. La componente 2 della missione 1 «prevede significativi interventi trasversali ai settori economici come l’incentivo degli investimenti in tecnologia (Transizione 4.0 – con meccanismi che includono l’utilizzo della leva finanziaria per massimizzare le risorse disponibili e l’ampliamento degli investimenti ammissibili), ricerca e sviluppo e l’avvio della riforma del sistema di proprietà industriale». Ci sono anche misure specifiche per la trasformazione delle piccole e medie imprese: supporto dei processi di internazionalizzazione (posizionamento del Made in Italy) e della competitività delle filiere industriali, focus specifico su quelle più innovative e strategiche, copertura di tutto il territorio con reti a banda ultra-larga (fibra FTTH, FWA e 5G).

Il Recovery Plan per le PMI

Fra gli interventi specifici previsti dal Piano:

  • rifinanziamento e ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST, per sostenere l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Il Fondo eroga contributi e prestiti agevolati a imprese italiane operanti sui mercati esteri (inclusi dal 2020 i paesi membri dell’Unione Europea). Le risorse finanziarie saranno dirette a investimenti a sostegno delle PMI italiane per favorirne lo sviluppo della competitività. A titolo di esempio: studi di fattibilità, partecipazioni a fiere internazionali, servizi di consulenza da parte di personale specializzato sui temi legati all’internazionalizzazione ed al commercio digitale, progetti tesi a favorire innovazioni di processo o di prodotto, progetti per la transizione green dei processi di produzione e di gestione delle attività. La SIMEST dispone già delle procedure necessarie affinché l’intervento sia pienamente operativo una volta ricevute le risorse del PNRR.
  • Competitività e resilienza delle filiere produttive: supporto finanziario agli investimenti (sia contributi, sia prestiti agevolati) attraverso lo strumento dei Contratti di Sviluppo, operativo dal 2012. Questo strumento mira a finanziare investimenti strategici, innovativi e progetti di filiera, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno ed è coerente con la normativa riguardante gli aiuti di stato. Le risorse renderanno possibili circa 40 contratti di sviluppo.
  • Riforma del sistema della proprietà industriale. Strategia pluriennale per la proprietà industriale, con l’obiettivo di conferire valore all’innovazione e incentivare l’investimento nel futuro. La riforma sarà elaborata dopo un processo di consultazione pubblica che avrà luogo nel 2021.

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La componente 3 prevede il rilancio di cultura e turismo (quest’ultimo settore da solo vale il 12% del PIL). Linee di azione: interventi di valorizzazione di siti storici e culturali, tutela dei siti minori (ad esempio i “borghi”), rigenerazione delle periferie urbane, miglioramento delle strutture turistico-ricettive e dei servizi turistici, sostenibilità ambientale e pieno sfruttamento delle potenzialità del digitale.

Interventi per Turismo e Cultura

  • Piano Nazionale Borghi: ci sono anche sostegni finanziari per le attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali, volti a rilanciare le economie locali valorizzando i prodotti, i saperi e le tecniche del territori.
  • Valorizzazione del paesaggio rurale: recupero del patrimonio edilizio rurale, con ricadute positive su economie locali, turismo sostenibile, produzione legata al mondo agricolo e all’artigianato tradizionale.
  • Industria culturale creativa 4.0: investimenti nel settore cinematografico e audiovisivo per migliorarne la competitività (partendo da Cinecittà), competenze degli addetti, sostenibilità. Previsti criteri ambientali minimi per gli eventi culturali.
  • Hub del turismo digitale: una piattaforma web integrata, di cui farà parte anche il portale Italia.it, intelligenza artificiale, un kit di supporto per servizi digitali di base per gli operatori turistici di piccole e medie dimensioni nelle zone più arretrate del Paese.
  • Ordinamento professionale alle guide turistiche e al loro ambito di appartenenza.