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Riscossione nel Sostegni bis: stop cartelle fino al 30 giugno

di Redazione PMI.it

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Proroga riscossione sospesa per due mesi fino al 30 giugno e pagamento in 10 anni per chi è in perdita Covid: nuove ipotesi nel Decreto Sostegni bis.

Lo stop alla riscossione potrebbe durare fino al 30 giugno, un mese in più rispetto all’attesa proroga fino al 31 maggio annunciata dal MEF nelle scorse settimane: i condizionali sono d’obbligo perché si tratta di anticipazioni, le certezze si avranno solo con l’approvazione in Consiglio dei Ministeri del decreto Sostegni Bis ormai imminente.

Di sicuro il blocco delle cartelle esattoriali sarà prorogato di almeno un mese, su questo c’è un comunicato ufficiale del Ministero dell’Economia che, a ridosso della scadenza attualmente prevista dalla norma in vigore (il 30 aprile), aveva comunicato la proroga della misura fino al 31 maggio. Lo stop riguarda i pagamenti delle somme a ruolo già comunicate, l’invio di nuove notifiche da parte del Fisco, le procedure esecutive come i pignoramenti. Ora si inserisce questa nuova ipotesi, che vede il termine prolungato fino alla fine di giugno. Non solo: si ipotizza anche una ripresa graduale per chi è in difficoltà, ossia un’ulteriore agevolazione per le attività che hanno perso almeno il 30% del fatturato nel 2020, alle quali verrebbe riservato, alla ripresa della riscossione, un piano di rateazione spalmato su dieci anni.

Il Sostegni bis conterrà una lunga serie di norme anti Covid, con il piatto forte rappresentato dai nuovi contributi a fondo perduto per le imprese e le Partite IVA. Si tratta di uno dei capitoli più caldi, che avrebbe determinato lo slittamento dei tempi di approvazione ma che (in base alle indiscrezioni che filtrano) ora dovrebbe essere definito, con il meccanismo del rimborso in due tempi: una parte subito, in base al calo di fatturato, e un saldo a fine anno, che considera anche altre voci di bilancio. Ci sarà anche la possibilità di scegliere su quale periodo calcolare il calo di fatturato (che per l’accesso agli indennizzi deve essere pari ad almeno il 30%): l’intero 2020, sul 2019, oppure il periodo dal primo aprile 2020 al 31 marzo 2021.

Ci saranno poi nuovi indennizzi per  categorie di lavoratori come gli stagionali, due nuove mensilità di REM, il taglio dei costi fissi e delle tasse locali. Un altro capitolo ancora in discussione è la cessione del credito d’imposta Industria 4.0. Prevista da un emendamento alla legge di conversione del decreto Sostegni, la misura è poi saltata (non è stata inserita nel maxiemendamento del Governo, approvato con voto di fiducia).