Inflazione e tassi di interesse: Europa in aiuto

di noemiricci

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Inflazione e tasso di interesse rappresentano un indicatore dello stato di benessere dell'economia di un Paese: l'intervento dell'Europa per scongiurare una nuova crisi economica.

Nell’ultima riunione, la BCE ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse allo -0,5% e di predisporre una serie di misure per finanziare prestazioni economiche in area Euro, attuale epicentro dell’epidemia di Covid-19. E l’Italia è di certo il primo paese che potrebbe già beneficiarne.

In parallelo, anche la Commissione Europea si sta muovendo in questo senso, dopo un’iniziale tentennamento.

E proprio in queste ore sta prendendo corpo un nuovo piano di aiuti che, attraverso l’emissione di bond, dovrebbe portare ala definizione di uno strumento di sostegno al reddito dei lavoratori  d’impresa, che in questo modo potranno conservarne intatti i posti di lavoro fintanto che la crisi sarà passata.

D’altro canto, come lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha dichiarato, il PIL (prodotto interno lordo) del paese potrebbe scendere come minimo del 6% a causa delle conseguenze economiche dell’epidemia e delle relative restrizioni.

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Come noto, tra inflazione e tasso dinteresse vige una stretta connessione, essendo entrambi influenzati dallo stato di benessere di un Paese e della sua economia.

Con il termine inflazione intendiamo un aumento generalizzato e prolungato del livello dei prezzi dei beni e dei servizi compresi in un paniere di prodotti rappresentativo dei consumi della popolazione presa come riferimento. Tale fenomeno è solito generare un indebolimento della moneta ed un calo del potere di acquisto.

Proprio a causa di questo minore potere di acquisto i consumatori tendono a consumare meno, quindi a comprare meno prodotti.

L’inflazione è spesso un indicatore dello stato di salute di un Paese: se l’economia è forte e stabile, o in crescita, la popolazione avrà una maggiore disponibilità di liquidità, tenderà a spendere e quindi a far circolare più moneta, che per questo si deprezza e fa salire i prezzi. In caso di difficile congiuntura economica, la popolazione dispone di minore liquidità, circola meno denaro e l’inflazione scende, a volte fino dar luogo ad una recessione. Un’inflazione contenuta è in grado di garantire il giusto equilibrio tra domanda e offerta.

Il compito di tenere sotto controllo l’inflazione nell’UE spetta alla BCE (Banca Centrale Europea) che lo fa manipolando il tasso d’interesse della valuta, ovvero il suo rendimento, ovvero il costo che deve pagare chi la prende in prestito per restituirla.

In caso di economia forte e inflazione alta la Banca centrale alzerà i tassi d’interesse, aumentando così il costo del denaro, scoraggiando l’accesso al credito, facendo quindi circolare meno valuta e portando quindi l’inflazione a scendere.

Al contrario in caso di bassa inflazione e crisi economica, per stimolare la ripresa, la BCE abbasserà i tassi di interesse, incoraggiando investimenti e prestiti, facendo circolare più moneta e quindi causando un aumento dell’inflazione.

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