Stop al contante: incentivi POS in arrivo

di Redazione PMI.it

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Il Governo studia incentivi fiscali su POS e pagamenti digitali, con taglio commissioni, rimborsi e crediti d'imposta, mentre nel lungo periodo si programma la carta unica.

In prospettiva una carta unica come documento personale e strumento di pagamento, subito incentivi sui POS e taglio commissioni sulle transazioni digitali: sono misure allo studio del Governo nell’ambito del piano di contrasto al contante (inserito nell’accordo programmatico alla base dell’alleanza M5S – Pd) volto a combattere l’evasione e promuovere la moneta elettronica.

Quello della carta unica è senz’altro un progetto ambizioso e complesso, che prevede di accorpare carta d’identità e tessera sanitaria con la possibilità di associare anche un conto per le operazioni di pagamento. Prima di realizzarlo i nodi da sciogliere non sono pochi: in primis quelli legati alla privacy (diversi dati sensibili su un unico supporto), passando per la sicurezza nei pagamenti e per gli standard tecnologici necessari alla sua realizzazione.

Di più immediata realizzazione sono invece le politiche di incentivo fiscale, mirate innanzitutto a stimolare l’acquisto di POS da parte di esercenti e professionisti. Si pensa a un credito d’imposta che copra le spese di installazione e di gestione, e a un rimborso per ogni singola transazione digitale effettuata, sia per l’esercente sia per i clienti. Il piano di incentivi sembra già qualcosa di concreto a giudicare da quanto dichiarato dal sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa.

Stiamo ragionando se iniziare dai settori con alte percentuali di evasione o direttamente su tutte le transazioni.

E poi il taglio delle commissioni. Misura che le PMI del Commercio e gli Artigiani chiedono da tempo. In corso c’è il tavolo tecnico per arrivare a un accordo con l’ABI.

L’idea è quella di eliminare del tutto le commissioni sui pagamenti fino a 5 euro e ridurle (in modo consistente) sotto i 25 euro. Si pensa anche a:

bassi costi per quei settori a bassa marginalità come, ad esempio, benzinai o edicolanti.

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Ricordiamo che l’Italia è in coda alle classifiche internazionali sui pagamenti digitali, con percentuali relativamente alte di utilizzo del contante. Nel dettaglio, l’85,9% delle operazioni effettuate nel 2016 è stata realizzata in contanti (dati Bankitalia, gennaio 2019), contro la media europea del 78.8%. Peggio dell’Italia solo Malta, Spagna, Grecia e Cipro. Per quanto riguarda il confronto con altre grandi economie europee, in Germania l’uso del contante è all’80% delle transazioni, in Francia al 68%.