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Conti pubblici: Italia sempre più a rischio

di Barbara Weisz

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Bruxelles chiede chiarimenti sul percorso di riduzione del debito: l'Italia deve rispondere entro il 13 novembre altrimenti si rischia procedura di infrazione.

Continua a ritmi serrati il dibattito Roma-Bruxelles sulla Legge di Bilancio italiana: la Commissione UE ha inviato una nuova lettera al ministero dell’Economia, chiedendo entro il 13 novembre chiarimenti sul rapporto debito/PIL.

il DPB (documento programmatico di bilancio) 2019 non è in linea con gli impegni presi dall’Italia nel suo Programma di Stabilità di aprile 2018» e che «il debito pubblico italiano resta una vulnerabilità cruciale.

L’esecutivo comunitario, lo scorso 23 ottobre, ha già bocciato la manovra italiana (è la prima volta nei confronti di un paese dell’Unione), e il rischio è che si vada verso l’apertura di una procedura di infrazione. Ci sono state, dopo la missiva del 23 ottobre che contiene la bocciatura della legge di Bilancio, una serie di prese di posizione molto autorevoli, in primis quella del presidente della BCE, Mario Draghi sull’importanza del dialogo Roma-Bruxelles. E ora arriva questa nuova missiva, che – sottolinea il MEF – chiede una relazione sull’andamento del rapporto debito/PIL prevista nelle procedure che governano la regola del debito. La risposta del ministero arriverà entro le scadenze previste (il 13 novembre, appunto).

=> Legge di Bilancio 2019 e decreti collegati

 Nel dettaglio, Bruxelles rileva che il DPB prevede una diminuzione del rapporto debito/PIL dal 131,2% del PIL nel 2017 al 130,9% nel 2018 e al 130,0% nel 2019. La diminuzione del rapporto debito/PIL è prevista in calo fino al 126,7% del PIL nel 2021. Il problema è che nonostante la riduzione prevista, l’Italia non soddisfa il parametro di riferimento relativo all’adeguamento del rapporto debito/PIL nel 2018 e nel 2019 sulla base del DPB 2019.

un debito pubblico così elevato limita lo spazio di manovra del governo per spese più produttive a beneficio dei suoi cittadini. Date le dimensioni dell’economia italiana, è anche una fonte di preoccupazione per l’area euro nel suo complesso.

Il punto è che l’Italia non ha rispettato la raccomandazione rivolta dal Consiglio il 13 luglio 2018, presentando un documento programmatico di Bilancio che «rappresenta un cambiamento sostanziale nei fattori significativi» e di conseguenza «giustifica la pubblicazione di una nuova relazione» sull’adeguamento del rapporto debito/PIL. Anche in considerazione dell’espansione di bilancio prevista per il 2019, definita «ampia» e «in netto contrasto con l’aggiustamento raccomandato dal Consiglio», e dei «rischi al ribasso per la crescita del PIL nominale».

Quindi, in vista della Relazione che Bruxelles deve preparare sui conti italiani, nel rispetto dell’articolo 126, paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, si chiede all’Italia di fornire nuovi elementi. Saranno fondamentali, a questo punto, gli elementi della risposta che l’esecutivo invierà a Bruxelles, oltre al dibattito sulla Legge di Bilancio 2019, che in novembre inizia l’iter di approvazione parlamentare.