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Insurtech: una lenta escalation

di Redazione PMI.it

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La digital trasformation del settore delle assicurazioni è in atto, ma le compagnie non riescono ancora a cogliere tutte le opportunità che derivano dal proprio patrimonio informativo.

Le compagnie assicurative italiane hanno avviato un processo di digital transformation all’insegna di IoT e big data che sta portando a numerosi sviluppi nella catena del valore assicurativo. Lo rivela lo studio “Big Data & Regulation” promosso da Cetif, in collaborazione con Crif e Rgi, che ha preso in esame 36 compagnie assicurative operanti in Italia.

Innovazione incrementale

Secondo quanto emerso dall’indagine, il 35% delle compagnie assicurative italiane ha avviato progetti ad hoc ma senza inserirli in un piano industriale complessivo (lo ha fatto solo l’11% del campione). Tra i principali ambiti di investimento strategico vi e l’implementazione di big data e analytics. Il 58% delle assicurazioni analizzate offre polizze abbinate a device IoT, ma ancora non sono stati avviati progetti che consentano di raccogliere le numerose informazioni sulle abitudini degli assicurati che questo tipo di servizi sono in grado di fornire alle aziende delle assicurazioni.

L’analisi evidenzia come le compagnie italiane stiano adottando un approccio di innovazione incrementale, intervenendo su ambiti specifici della catena del valore assicurativo, per poi sviluppare modularmente ulteriori progettualità.

Sfide future

Per il prossimo futuro le compagnie assicurative guardano alla sperimentazione di tecnologie innovative come le blockchain e alla risoluzione di problematiche emergenti come quelle relative ai nuovi adempimenti legati al nuovo Regolamento Europeo per la gestione dei dati e della privacy il GDPR (General Data Protection Regulation) per evitare di bloccare i processi di innovazione.

Con riferimento al GDPR, uno studio condotto da Cetif nel 2017 su un gruppo di 10 istituzioni ha rivelato come la metà di queste avesse già avviato i processi necessari per essere compliant entro il termine indicato dalla normativa, mentre l’altra metà l’aveva semplicemente pianificato delle attività senza avviare un processo di adeguamento normativo.

Particolare attenzione viene posta dalle imprese del settore assicurativo alla blockchain, a fronte della grande risonanza che questa sta avendo nel contesto dei servizi finanziari, essendo alla base dell’emissione di cryptovalute. La blockchain è in grado di garantire la sicurezza delle transazioni, svolgendo funzioni:

  •  antifrode, grazie ad un registro unico e condiviso tra compagnie assicurative per la verifica dei sinistri denunciati;
  • semplificazione delle pratiche di sinistro, grazie agli smart contract che si attivano in automatico al verificarsi di determinate condizioni, con possibilità di liquidare il danno di un sinistro senza che l’assicurato debba denunciarlo;
  • healthcare, per la gestione delle cartelle cliniche;
  • reinsurance, in caso di coperture su eventi specifici come quelli legati a catastrofi naturali.