Mutui: la UE sostiene famiglie, PMI e banche

di Redazione PMI.it

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Pprestiti e mutui: il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di riforma al pacchetto bancario, sarà più facile ottenere credito.

Buone notizie in arrivo dalla UE per il mercato dei prestiti e dei mutui. Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di riforma al pacchetto bancario, individuando nelle norme modificate un compromesso idoneo a risollevare le banche e ad agevolare al contempo la concessione di finanziamenti da parte degli istituti di credito a famiglie e PMI.

Ben presto, dunque, potrebbero aumentare le possibilità di ottenere prestiti per acquistare casa e per avviare o rinnovare la propria impresa. Ma si attende l’esito dell’esame incrociato da parte della Commissione Europea, dello stesso Parlamento e del Consiglio, che di recente ha pubblicato gli emendamenti al CRR 2/ CRDV/ BRRD 2/ SRMR2 sul sito istituzionale.

Il dibattito si concentra ora sul testo riformato, contenente misure a sostegno delle banche e interventi di risollevamento per l’economia reale.

Importante è la regolamentazione delle cessioni “massicce” di NPL (Non Performing Loans), tesa a neutralizzare gli effetti negativi sul capitale delle cessioni per le banche che usano i modelli interni.

La sterilizzazione sulle LGd (Loss-Given-default) può essere fatta fino a 5 anni successivi all’entrata in vigore delle nuove norme, senza necessità di autorizzazione da parte dell’Autorità di Vigilanza. Riducendo i costi della ponderazione del rischio, le banche potranno concedere più prestiti alle PMI e mutui alle famiglie.

I segnali positivi dal mercato non tardano ad arrivare. La richiesta di immobili residenziali da acquistare è tornata a crescere dopo più di un anno in negativo. È un chiaro indicatore di ripresa economica: il barometro CRIF, azienda specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, rivela che le richieste di mutuo sono aumentate del +3,6% dopo ben 15 mesi di down.

A giugno 2018 l’importo medio richiesto è stato di 127.570 euro, maggiore del 2% rispetto all’anno precedente e con una differenza ancor più netta rispetto allo stesso mese del 2016. Nonostante la crisi, i giovani di età compresa fra i 25 e i 34 anni hanno richiesto un mutuo per il + 0,7% e rappresentano ad oggi il 25,2% delle domande totali. I soggetti di età compresa fra 35 e 44 anni, costituiscono invece il 34,6 del totale.

I mutui più richiesti hanno una durata da 10 a 20 anni: per trovare i più convenienti, basta effettuare la simulazione del mutuo su Facile.it, o altri siti di comparazione delle offerte oppure recarsi in banca.

Tornando alla riforma bancaria UE ma restando in tema dei mutui ipotecari, si è intervenuto introducendo un requisito di ponderazione pari al 30% del valore dei mutui garantiti con un loan-to-value inferiore al 75%, contro il 35% attuale.

Come anticipato,il nuovo pacchetto di norme contiene numerosi interventi anche a favore delle PMI. In particolare, è previsto che lo Sme Supporting Factor (fattore di supporto applicato ai prestiti alle imprese che permette di compensare l’innalzo dei requisiti di capitale) venga applicato entro una soglia innalzata a 3 milioni di prestito, il che, tradotto in termini semplici, significa che le banche avranno più capitale da erogare.

Il 5 luglio scorso il Presidente dell’EBA (European Banking Authority) Andrea Enria, ha presentato al Governo Italiano le novità legislative e gli emendamenti in discussione in sede EU.

Andrea Enria ha illustrato al Senato Italiano le modifiche apportate al pacchetto bancario CRD 5/ CRR 2/ BRRD 2 in un report contenente tutti gli aspetti delle negoziazioni. Nel documento, Enria illustra come l’EBA abbia valutato attentamente l’impatto delle proposte sul finanziamento dell’economia reale e, di particolare importanza per paesi come l’Italia, delle piccole e medie imprese.

Nell’ambito del rischio di mercato il sistema della doppia soglia di proporzionalità suggerito dall’EBS è stato accolto: le banche con un portafoglio di negoziazione molto limitato non dovranno applicare la regolamentazione del rischio di mercato e potranno fare affidamento sulle regole che si applicano al portafoglio bancario. Le banche con un portafoglio di negoziazione limitato invece, potranno continuare a utilizzare l’approccio standard esistente, sicuramente meno complesso.

Nelle conclusioni del report, Andrea Enria afferma:

penso che la proposta di revisione del pacchetto bancario porti nell’Unione europea un approccio necessario e condivisibile alla proporzionalità delle regole. Attraverso l’implementazione dello standard TLAC e la specificazione del quadro MREL, la proposta completa la regolamentazione per la gestione delle crisi e la rende più credibile. L’EBA è pronta a fornire tutto il sostegno necessario all’implementazione delle proposte di modifica, e ricorda al legislatore europeo che un attento monitoraggio dei cambiamenti introdotti è necessario al fin e di garantire la corretta applicazione delle innovazioni regolamentari, evitando pratiche di arbitraggio delle regole, nonché per assicurare il mantenimento della stabilità finanziaria.

Per conoscere gli ultimi aggiornamenti, basta consultare la Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 luglio 2015 sul mandato per il trilogo sul progetto di bilancio 2016 (2015/2074 BUD).