Tratto dallo speciale:

Lavoro: accordo su staffetta generazionale

di Barbara Weisz

scritto il

A settembre un bando per le aziende: lavoratori a pochi anni dalla pensione in part-time a contributi pieni, in cambio di assunzioni agevolate fra i giovani.

Pronti i primi accordi per la staffetta generazionale nelle imprese: la Regione Sicilia (assessorato alle Politiche Sociali) e i sindacati hanno trovato l’intesa per creare nuovi posti di lavoro per le giovani leve, riducendo l’impegno dei lavoratori vicini alla pensione (3-4 anni), i cui contributi restano pieni ma non saranno a carico dell’azienda.

Il bando è previsto per settembre. Grazie ad un fondo da 3 milioni di euro, si prevede di concludere 300 “staffette” tra vecchi e nuovi assunti:

  • i dipendenti prossimi al pensionamento potranno trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo pieno in part-time;
  • contemporaneamente, l’azienda avrà il via libera per altrettante assunzioni agevolate di giovani tra 18 e 32 anni.

Lo strumento si inserisce nel solco tracciato dalle politiche del governo Letta per favorire l’occupazione giovanile senza penalizzare i lavoratori anziani, che possono uscire gradualmente dal mondo del lavoro senza decurtazioni della pensione.

=>Decreto Lavoro e assunzioni: le misure punto per punto

Pro e Contro

Acceso il dibattito sulla staffetta generazionale fra parti sociali ed economisti.

Si può citare lo spunto critico di Tito Boeri e Vincenzo Galasso, su Lavoce.info: poichè non c’è vera relazione fra tasso d’attività dei lavoratori over 54 e disoccupazione giovanile, il meccanismo di sostituibilità (previsto dalla staffetta generazionale) non può servire a colmare il gap occupazionale.

L’aumento dell’occupazione di giovani, donne e anziani (tre categorie per le quali l’Italia è in fondo alle classifiche europee), passa « per una riduzione del dualismo sul mercato del lavoro, della pressione fiscale sul lavoro e per un aumento della produttività».

=>Scopri tutte le formule di assunzione agevolata

Commenta invece Giorgio Tessitore, Cisl Sicilia: «lo strumento in sé è positivo ma pur sempre di nicchia»: deve essere accompagnato da adeguate politiche di sviluppo, in assenza delle quali «difficilmente potrà dare risultati complessivamente apprezzabili».

Il sindacato ha chiesto alla Regione, e in particolare all’assessorato guidato da Ester Bonafede, di istituire una cabina di regia con le parti sociali per mettere a punto una strategia capace di creare attività produttive, che individui «tutte le fonti di finanziamento realmente spendibili» e selezioni «priorità e settori d’intervento strategicamente utili ad avviare duraturi processi di sviluppo».

I Video di PMI

I contratti di lavoro dopo il Jobs Act