Ddl Lavoro torna alle Camere, Napolitano non ha firmato

di Noemi Ricci

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Il Presidente della Repubblica ha deciso di non sottoscrivere il Ddl lavoro e di chiedere al Parlamento una nuova deliberazione: troppi dubbi sulla effettiva tutela del lavoro

Il Ddl Lavoro collegato alla Finanziaria non ha convinto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla correttezza e legittimità della nuova clausola sull’Arbitrato: non firmato, è stato dunque rimandato alle Camere per ulteriori approfondimenti.

Troppa complessità e problematicità in particolare negli articoli 31 e 20 relativi alla tutela dei lavoratori.

Il Ddl lavoro, ha subito un iter travagliato che ha trasformato i 9 articoli e 30 commi iniziali negli attuali 50 articoli e 140 commi.

Napolitano ha espresso dubbi sull’introduzione dell’Arbitrato tra datori di lavoro e dipendenti, già da più parti visto come un evidente attacco alle tutele previste dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Il presidente ha sottolineato come sia giusto individuare strumenti idonei a prevenire l’insorgere di controversie, purché siano pienamente coerenti con i principi della volontarietà al momento della stipula di un contratto, e con la necessità di assicurare una adeguata protezione del contraente debole.

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