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Lavoro: Riforma Fornero e DL Lavoro a confronto

di Francesca Vinciarelli

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Le novità del Dl Lavoro del governo Letta a confronto con quanto previsto dalla Riforma del Lavoro Fornero, che ha cambiato il mercato del lavoro in maniera positiva secondo il ministro Giovannini.

Gli effetti della Riforma del Lavoro Fornero iniziano a farsi sentire ed in maniera positiva, secondo il nuovo ministro del Lavoro Enrico Giovannini, il quale sottolinea come gli interventi del Pacchetto Lavoro del governo Letta non abbiano stravolto quanto deliberato dalla squadra di Monti.

«La Legge 92 (Riforma del Lavoro Fornero n.d.r.) – ha dichiarato Giovannini alla dove Conferenza nazionale sui disabili – è stata approvata e sta iniziando ad esplicare i suoi effeti nel momento di crisi peggiore e, quindi, distiguere fra l’effetto della legge e l’effetto della crisi non è facile».

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In ogni caso ci sono molti cambiamenti positivi nel mercato del lavoro, dovuti alla Riforma del Lavoro Fornero, a partire dalla «riduzione delle partite IVA fittizie, verso un maggior lavoro a tempo determinato».

Si tratta di misure non modificate dal Pacchetto Lavoro, con il quale in generale, spiega Giovannini «non abbimo stravolto nulla, abbiamo cercato di aggiustare le cose, secondo tutti gli osservatori (ad esempio Bankitalia n.d.r.), andavano corrette».

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Più in particolare si è ritenuto che i cambiamenti introdotti nel decreto Lavoro a favore di una maggiore flessibilità del mercato del lavoro non dovessero stravolgere l’impostazione della Legge 92, «nella parte in cui punta a favorire il tempo indeterminato e a scoraggiare una serie di flessibilità nelle quali il lavoratore risultava più debole» mentre si sono voluti inserire «una serie di interventi che da un lato flessibilizzano e, dall’altro, irrigidiscono alcune flessibilità non buone».

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Infine si sono volute aumentare le assunzioni agevolate a tempo indeterminato a favore dei giovani.

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