Tratto dallo speciale:

Annunci di lavoro: 150mila posti vacanti

di Francesca Vinciarelli

scritto il

Annunci di lavoro: nonostante la crisi dell'occupazione ci sono un gran numero di posti vacanti, ma che richiedono specializzazione e qualche sacrificio. Ecco le professioni dimenticate.

In Italia il problema della disoccupazione si fa sempre più consistente, eppure c’è un gran numero di posti che rimangono vacanti: 150mila per la precisione.
Annunci di lavoro che resterebbero ignorati: falegnami, panettieri, sarti, installatori di infissi, baristi, camerieri, pasticceri e infermieri specializzati.

Lo rivela un’indagine della Fondazione studi Consulenti del Lavoro.

=> Leggi tutti gli annunci di lavoro

I giovani con CV e competenze vorrebbero realizzare le proprie aspirazioni professionali, ma di fatto il grosso dei posti liberi riguarda sempre e solo da svolgere manualmente o senza necessità di istruzione o formazione particolare. E quasi semore si tratta dei cosiddetti “posti in piedi”.

È pur vero che – anche se molti giovani hanno studiato e preso una laurea per intraprendere una certa professione – in tempo di crisi alcune strade appaiono davvero troppo difficoltose, in un mercato del lavoro che per certe carriere presuppone anni e anni di precariato.

=> Leggi i numeri 2013 delle assunzioni nelle PMI

Tornare dunque “alla terra”? Nemmeno, in base a quanto emerge dalle rilevazioni. Ecco le posizioni più spesso aperte:

  • panettieri, tra i lavori con i turni più faticosi: 1.040 posti vacanti e il 39% di offerte di lavoro che restano senza risposta;
  • falegnami, tra i mestieri più difficili da apprendere ma anche più remunerativi;
  • installatori di infissi con 1.500 posti vacanti e l’83% senza risposta;
  • baristi e camerieri, tra le occupazioni più gettonate (ma tra le più precarie se privi di adeguata formazione), ricercatissime se dotati di competenze (ne mancano il 14%);
  • pasticceri, in via di estinzione tra gli Italiani per colpa degli orari difficili;
  • macellai, con il 10% di posti che non si riescono a coprire;
  • sarti, con 2.000 posti liberi ma solo previa frequentazione di un corso di specializzazione.

Tra i mestieri per i quali è necessario, c’è carenza soprattutto di:

  • infermieri (22 mila), anche per colpa del numero chiuso dell’università;
  • tecnici informativi;
  • operai specializzati.