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Recruiting: in Italia, carenza di figure specializzate

di Noemi Ricci

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Secondo uno studio condotto a livello mondiale da Robert Half, i datori di lavoro italiani impiegano sempre più tempo ad individuare la figura professionale da reclutare, lamentando carenza di profili specializzati

I tempi per la selezione del personale nelle aziende italiane, nelle aree amministrazione e finanza, diventano sempre più lunghi, complice la carenza di profili specializzati.

Questo quanto emerge dall’indagine Global Financial Employment Monitor, condotta tra 4.800 direttori finanziari e delle risorse umane di 21 Paesi del mondo, compresa l’Italia, da Robert Half.

Le difficoltà incontrate dalle imprese nel reperire figure preparate e affidabili riguardano nel 13% dei casi la gestione finanziaria, nel 12% il controllo di gestione e nel 9% la contabilità.

Dal punto di vista delle figure professionali, si fatica soprattutto a trovare personale adatto ad occupare posizioni specifiche quali Direttore Finanziario (16%), Senior Controller (12%), Junior Controller (8%) e Chief Financial Officer (8%).

I datori di lavoro italiani impiegano circa sette settimane e 3,3 colloqui prima di reclutare una figura di staff – la media mondiale è di 6,8 settimane e 2,8 colloqui.

Le cose peggiorano nel caso in cui si cerchi una figura con maggiore responsabilità, a livello manageriale: 10,5 settimane e 4,4 colloqui, contro una media globale di 8,5 e 3,2.

Alle figure executive selezionate tramite colloqui è richiesta comprensione dei mercati internazionali nel 41% dei casi, esperienza pregressa in aziende pubbliche nel 32%, background legale (31%) e conoscenza del settore di riferimento (30%), competenze specifiche a livello di compliance regolatoria ritenute importanti dal 26% contro il 42% del totale degli intervistati.

La crisi finanziaria non ha lasciato illesa la struttura degli uffici amministrazione e finanza delle aziende, che nel 39% dei casi lamentano ripercussioni sul blocco delle assunzioni, 36% nel consolidamento di ruoli e 33% nell’assunzione di nuovo personale.

La buona notizia è che solo 21% degli italiani testimonia tagli di personale presso la propria azienda, contro una media globale del 37%.

A causa della congiuntura economica, cambia anche l’approccio dei manager alla gestione dei propri dipendenti: il 43% ha lamentato un aumento dei carichi di lavoro, il 43% dello stress, il 34% del malumore tra i lavoratori e il 20% degli straordinari.

In realtà viene anche segnalato che i carichi sono stati ridistribuiti tra i membri dei diversi team nel 44% dei casi, nel 32% i diversi progetti sono stati posticipati, nel 20% è aumentata la comunicazione tra manager e staff, nel 20% è cresciuto il ricorso a professionisti temporanei o a progetto.