Una Business Card per investitori esteri?

di Noemi Ricci

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Alla XX riunione dell'Italy-Japan Business Group si è parlato di creare un canale privilegiato di ingresso in Italia, mediante una business card, a chi porta risorse e competenze nel Paese

Si è tenuta in questi giorni – nella sede della Venice International University di Venezia – la XX riunione dell’Italy-Japan Business Group, organismo creato dalle comunità imprenditoriali italiana e giapponese.

Interessante l’intervento di Domenico Arcuri – amministratore delegato dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (già Sviluppo Italia) – che ha proposto di favorire l’ingresso e la permanenza nel nostro Paese di imprenditori e manager esteri che portino lavoro e ricchezza, attraverso la creazione di una business card.

L’obiettivo è quello di incrementare le forme di intercambio e investimento estero che rappresentano un’opportunità per l’economia nazionale, così da accrescerne la competitività: risorse, investimenti, competenze specifiche, previe le necessarie verifiche e garanzie.

L’idea di base è che allacciare collaborazioni dirette tra istituzioni, soggetti finanziari e imprenditoriali di Italia ed estero può avere solo effetti positivi sull’andamento dei flussi di investimenti reciproci.

Arcuri ha infine rimarcato il ruolo ricoperto dall’Agenzia come interlocutore unico per gli investitori esteri interessati all’Italia, ricordando in particolare l’accordo firmato con la Banca di Tokyo Mitsubishi UFJ, la più importante del Giappone e la sesta al mondo.