Economia: stime di primavera al ribasso per l’Italia

di Noemi Ricci

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La Commissione Ue ha pubblicato oggi previsioni di primavera... all'insegna del pessimismo: l'economia italiana crescerà solo dello 0,5%, il più basso indice d'Europa

Nelle previsioni Ue di primavera presentate oggi, la Commissione Europea ha rivisto le stime di crescita dell’economia italiana, ma lo ha fatto in negativo.
Secondo le previsioni di Bruxelles, infatti, il nostro Pil crescerà dello 0,5% nel 2008 e solo dello 0,8% nel 2009.

Numeri molto al di sotto del potenziale italiano (1,6% circa) e in ribasso rispetto alle precedenti previsioni dello scorso febbraio.
Solo alcuni mesi fa, infatti, la stessa Commissione Ue aveva ipotizzato una crescita 2008 un po’ più ottimistica, anche se in discesa rispetto alle valutazioni 2007.

Tempi duri per l’economia italiana, che anche secondo lo stesso governo – nella Relazione unificata – indica in stallo (0,6%).

Nubi all’orizzonte anche per quanto concerne il debito pubblico, che la Commissione Ue ha rivisto al rialzo: nel 2008 sarà del 103,2%, mentre nel 2009 del 102,6%.
Stesso trend in tema di inflazione. 3% nel 2008 e 2,2% nel 2009.

Quali speranza allora per l’economia italiana? Quanto dovranno attendere le aziende per respirare un clima più favorevole, senza venire penalizzati da condizioni di mercato svantaggiose? Difficile rispondere, considerato che il rapporto Ue prevede una crescita piatta per tutto ‘anno, contribuendo ad un gap sempre maggiore rispetto alla media europea.

L’Italia avrà quindi, come già accaduto nel 2007, la performance peggiore nell’Eurozona e nei 27 Paesi della Ue.

Tra i principali problemi che affiggono l’economia italiana, la Commissione sottolinea la “persistente sfida per la produttività”, con la produttività del lavoro destinata ad aumentare solo dello 0,2% nel 2008 e del 2,4% nel 2009. Questo incremento marginale sarebbe guidato da un ribasso delle tasse sul reddito di impresa, così come dal risultato sia di misure discrezionali sia del negativo ciclo economico.