Al via il progetto Eneva per i disabili

di Tullio Matteo Fanti

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È stato presentato il progetto Eneva, nato per valorizzare e diffondere i progetti realizzati dalla comunità europea per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone disabili

Ha preso ufficialmente il via nel corso della giornata di ieri a Perugia il progetto Eneva (ENhance Efficacy through Valorization), nato con l’intenzione di valorizzare e preservare i progetti europei creati per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone disabili.

Coordinato da Consorzio Tucep (Tiber Umbria Comett Education Programme) e finanziato con il sostegno della Commissione europea, cercherà di diffondere i progetti per la disabilità attraverso un portale web connesso alla banca dati della stessa Commissione Europea.

Il progetto si articolerà su due livelli: si partirà con la raccolta di materiale già esistente e con l’elaborazione di metodologie condivise e utili a tutti i diversi soggetti che operano in tale settore, dagli operatori a chi decide le politiche di inclusione dei disabili.

Il secondo livello, previsto tra tre mesi, sarà finalizzato alla implementazione di un portale Web connesso al database della Commissione europea allo scopo di condividere il patrimonio di conoscenze acquisito attraverso i progetti europei già attuati nei confronti dei disabili.

«Attraverso il progetto Eneva», ha dichiarato la coordinatrice del progetto Maria Pia Viola Magni, «sarà possibile mettere a frutto i risultati conseguiti e proseguire lungo la strada dell’integrazione sociale e lavorativa dei disabili».

Maria Prodi, assessore regionale alla formazione e lavoro, ha illustrato la sperimentazione sul territorio realizzata in quest’ultimi anni da Regione Umbria e dichiarato di essere al lavoro per utilizzare al meglio le risorse previste dal fondo regionale per il reinserimento dei disabili e per integrare le risorse con i finanziamenti messi a disposizione dal Fondo sociale europeo.

«Attraverso il progetto Eneva» ha affermato Maria Sol Domìnguez Parrado della Direzione generale per l’educazione e la cultura della Commissione Europea , «intendiamo costruire una cornice di supporto e di riferimento che metta insieme e valorizzi le esperienze, i risultati, le proposte ed i metodi finora realizzati.

Al termine del processo saranno costruiti indicatori per la definizione delle diverse strategie ed elaborate metodologie per aiutare gli educatori, i trainers e tutte le persone coinvolte nelle politiche di riqualificazione dei disabili. L’approccio è aperto allo sviluppo di soluzioni locali che tuttavia debbono partire da una visione condivisa del problema, programmando la riqualificazione ed il reinserimento come parte di un processo complesso che prevede anche la partecipazione della persona disabile».

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