Tratto dallo speciale:

Pensione anticipata contributiva a 64 anni, requisiti 2026 e 2027

di Anna Fabi

Pubblicato 8 Settembre 2026
Aggiornato 14:16

logo PMI+ logo PMI+
Nel 2026 servono 64 anni, 20 anni di contributi effettivi e un assegno da almeno 1.638,72 euro. Dal 2027 età e contributi aumentano di un mese.

La pensione anticipata contributiva a 64 anni consente nel 2026 di lasciare il lavoro con almeno 20 anni di contribuzione effettiva ai lavoratori con primo accredito dal 1° gennaio 1996, purché l’assegno raggiunga la soglia prevista dalla legge. Con l’assegno sociale 2026 pari a 546,24 euro, servono almeno 1.638,72 euro lordi al mese per la generalità dei lavoratori. Dal 2027 aumentano di un mese sia l’età sia il requisito contributivo, secondo la Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026.

Pensione anticipata contributiva a 64 anni nel 2026

Nel 2026 la pensione contributiva a 64 anni, disciplinata dall’articolo 24, comma 11, del D.L. n. 201/2011, richiede contemporaneamente un requisito anagrafico, uno contributivo e uno economico. La misura riguarda in via ordinaria chi possiede il primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996 e ricade quindi integralmente nel sistema contributivo.

Requisito 2026 Valore richiesto
età 64 anni
contribuzione 20 anni effettivi
assegno minimo 3 volte l’assegno sociale
decorrenza 3 mesi dopo la maturazione dei requisiti

Per ottenere il trattamento è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. L’INPS precisa invece che lo svolgimento di attività autonoma non impedisce l’accesso alla prestazione.

La soglia minima dell’assegno nel 2026

La prima rata della pensione anticipata contributiva deve raggiungere almeno tre volte l’assegno sociale. Nel 2026 l’assegno sociale è pari a 546,24 euro mensili, per cui la soglia ordinaria sale a 1.638,72 euro lordi al mese. La Legge n. 213/2023 prevede valori più favorevoli per le lavoratrici madri.

Situazione Soglia mensile 2026
generalità dei lavoratori 1.638,72 euro
donne con un figlio 1.529,47 euro
donne con almeno due figli 1.420,22 euro

Esiste anche un tetto temporaneo sull’importo erogabile. Fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, l’assegno anticipato non può superare cinque volte il trattamento minimo. Poiché nel 2026 il minimo INPS è pari a 611,85 euro mensili, il limite è di 3.059,25 euro lordi al mese. Una volta raggiunta l’età di vecchiaia viene corrisposto l’intero trattamento pensionistico, rivalutato nel tempo.

Nel 2026 servono 20 anni di contributi

Il requisito contributivo applicabile nel 2026 è di 20 anni effettivi. Il riferimento ai 25 anni, presente in alcune ricostruzioni della misura, derivava dalla Legge di Bilancio 2025 e riguardava chi utilizzava la rendita della previdenza complementare per raggiungere l’importo soglia.

Quella disciplina è stata abrogata dall’articolo 1, comma 195, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199. La Circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026 conferma che non si possono più sommare le rendite dei fondi pensione all’assegno pubblico per raggiungere la soglia e che è stato eliminato il connesso incremento del requisito contributivo. Nel 2026 si applicano quindi i 20 anni previsti dall’articolo 24, comma 11, del D.L. n. 201/2011.

Quali contributi valgono per raggiungere i 20 anni

Per la pensione a 64 anni si considera la contribuzione effettivamente versata. Secondo le istruzioni INPS sono utilizzabili:

  • i contributi obbligatori derivanti dall’attività lavorativa;
  • i contributi volontari versati dall’assicurato;
  • i contributi derivanti da riscatto, compresi i periodi ammessi dalla normativa previdenziale;
  • sono esclusi dal requisito i contributi figurativi accreditati senza versamento effettivo.

Anche il riscatto della laurea per raggiungere i 20 anni può quindi concorrere al requisito, quando i periodi riscattati risultano utili nel sistema contributivo.

Cumulo dei contributi e computo in Gestione Separata

Il cumulo gratuito dei periodi assicurativi disciplinato dalla Legge n. 228/2012 non consente di raggiungere i 20 anni richiesti per questa specifica pensione, anche quando i diversi versamenti sono tutti successivi al 1995. L’INPS lo chiarisce espressamente nelle istruzioni sul cumulo contributivo.

Una disciplina diversa riguarda il computo nella Gestione Separata, previsto dall’articolo 3 del D.M. n. 282/1996. Questa facoltà permette, in presenza delle condizioni richieste, di accentrare nella Gestione Separata anche periodi maturati in altre gestioni e di ottenere un trattamento calcolato interamente con il sistema contributivo.

Per esercitare il computo l’INPS richiede:

  • almeno un contributo mensile accreditato nella Gestione Separata;
  • contribuzione nelle altre gestioni collocata, almeno in parte, prima del 1° gennaio 1996;
  • meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • almeno 15 anni complessivi di contribuzione, di cui cinque successivi al 1° gennaio 1996.

Con il computo, tutti i periodi interessati confluiscono nel trattamento della Gestione Separata e la pensione viene determinata con il metodo contributivo integrale. La semplice scelta del calcolo contributivo per un lavoratore del sistema misto non attribuisce invece, da sola, il diritto alla pensione prevista dall’articolo 24, comma 11.

Dal 2027 salgono età e contributi

Dal 1° gennaio 2027 aumentano sia il requisito anagrafico sia quello contributivo della pensione anticipata contributiva. La Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 applica l’adeguamento alla speranza di vita previsto dal decreto direttoriale del 19 dicembre 2025 e modulato dalla Legge n. 199/2025.

Anno Requisiti
2026 64 anni e 20 anni di contributi effettivi
2027 64 anni e 1 mese e 20 anni e 1 mese di contributi effettivi
2028 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi di contributi effettivi

La tabella dei requisiti pensionistici dal 2027 consente di confrontare gli incrementi applicati anche alla pensione di vecchiaia e all’anticipata ordinaria.

La normativa vigente prevede inoltre dal 1° gennaio 2030 un aumento della soglia economica ordinaria da tre a 3,2 volte l’assegno sociale. Le soglie agevolate per le lavoratrici madri rimangono fissate a 2,8 volte con un figlio e 2,6 volte con almeno due figli.

Finestra di tre mesi e decorrenza della pensione

Il raggiungimento dei requisiti non coincide con il primo pagamento. Dal 2024 la pensione anticipata contributiva è soggetta a una finestra mobile di tre mesi: la decorrenza utile si colloca quindi tre mesi dopo la maturazione congiunta di età, contribuzione e importo soglia.

Questo intervallo assume particolare rilievo per chi raggiunge i requisiti negli ultimi mesi del 2026, perché la decorrenza effettiva nel 2027 può incidere sui parametri utilizzati per il calcolo dell’assegno.

Pensione contributiva a 64 anni e pensione di vecchiaia

Per i contributivi puri, la pensione di vecchiaia nel 2026 richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, con un assegno almeno pari all’importo dell’assegno sociale. La pensione anticipata consente l’uscita tre anni prima, sottoponendola però alla soglia economica più elevata prevista dall’articolo 24, comma 11.

Esiste inoltre una seconda via alla pensione di vecchiaia per chi appartiene interamente al sistema contributivo: nel 2026 è possibile accedere a 71 anni con almeno cinque anni di contribuzione effettiva, indipendentemente dall’importo maturato. Dal 2027 anche questo requisito anagrafico sale per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita.

Quanto incide l’uscita a 64 anni sull’assegno

Per un lavoratore contributivo puro non esiste una percentuale di penalizzazione applicata per legge alla pensione a 64 anni. L’assegno può risultare inferiore rispetto a quello ottenibile lavorando fino alla vecchiaia perché vengono accumulati meno contributi e il montante viene trasformato in pensione a un’età più bassa.

Il calcolatore della pensione permette di stimare l’importo sulla propria carriera e verificare se il trattamento previsto a 64 anni supera la soglia richiesta dall’INPS.

Per i lavoratori con contributi anteriori al 1996, la situazione è diversa. La riforma pensioni 2027 con uscita a 64 anni nel sistema misto è al momento una proposta distinta dalla misura vigente e prevede l’ipotesi di un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.