Nel 2026 il riscatto di laurea agevolato è diventato più oneroso per l’aggiornamento del minimale contributivo INPS, mentre rimangono differenziate le due modalità ordinaria e agevolata: per stimarne l’onere in base agli anni da riscattare e alla propria retribuzione si può utilizzare il calcolatore del riscatto laurea di PMI.it.
Per chi vuole trasformare gli anni di studio in contribuzione pensionistica, il costo da sostenere e gli effetti su decorrenza e importo pensione dipendono inoltre dalla collocazione dei periodi e dalla propria posizione previdenziale.
In sintesi:
- nel 2026 il riscatto agevolato costa 6.206,64 euro per ogni anno intero da riscattare;
- il costo ordinario varia in base alla posizione previdenziale e al sistema di calcolo applicabile;
- si possono riscattare anche singoli periodi del corso legale, purché non già coperti da contribuzione;
- la domanda si presenta all’INPS e l’onere può essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza interessi;
- il trattamento fiscale cambia a seconda che il pagamento riguardi l’interessato o un familiare fiscalmente a carico.
Riscatto di laurea ordinario e agevolato a confronto
Il riscatto di laurea consente di attribuire valore contributivo ai periodi del corso di studi ammessi, rendendoli utili ai fini del diritto e della misura della pensione secondo le regole del sistema previdenziale applicabile. L’eventuale anticipo della data di pensionamento dipende dalla posizione individuale e dai requisiti richiesti per la prestazione.
Nel riscatto ordinario l’onere viene determinato in base alle regole relative alla quota di pensione nella quale ricadono i periodi da riscattare. Per i periodi soggetti al sistema contributivo si applica l’aliquota della gestione previdenziale alla retribuzione assoggettata a contribuzione presa a riferimento dall’INPS; per quelli che ricadono nel sistema retributivo si utilizza invece il criterio della riserva matematica.
Il riscatto agevolato, introdotto dall’articolo 20, comma 6, del Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26, utilizza una base convenzionale pari al minimale degli artigiani e commercianti anziché la retribuzione individuale. Può essere applicato ai periodi che si collocano nel sistema contributivo della futura pensione.
Per i periodi di studio precedenti al 1° gennaio 1996 la modalità agevolata può essere utilizzata quando la pensione viene liquidata interamente con il sistema contributivo, alle condizioni chiarite dalla Circolare INPS 22 gennaio 2020, n. 6 e dalla Circolare INPS 6 aprile 2021, n. 54.
Per ottenere il riscatto è comunque necessario aver conseguito il titolo di studio e i periodi richiesti non devono essere già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o da riscatto presso le gestioni previdenziali interessate.
Titoli e periodi ammessi al riscatto di laurea
Il riscatto ai fini pensionistici riguarda i periodi compresi nella durata legale dei corsi ammessi, mentre non sono riscattabili gli anni trascorsi fuori corso. In base alle regole INPS possono rientrare:
- i diplomi universitari previsti dai precedenti ordinamenti;
- i diplomi di laurea dei precedenti ordinamenti;
- la laurea triennale, specialistica e magistrale;
- i diplomi di specializzazione conseguiti dopo la laurea;
- i dottorati di ricerca regolati dalle relative disposizioni di legge;
- i titoli ammessi rilasciati dalle istituzioni AFAM;
- i diplomi ITS Academy conformi alla Legge 15 luglio 2022, n. 99 e ai requisiti indicati dalla Circolare INPS 25 novembre 2024, n. 98.
I master universitari non rientrano invece tra i titoli indicati dall’INPS per il riscatto del corso di studi.
Il riscatto può riguardare anche solo una parte del corso
Il riscatto parziale è ammesso: non è necessario valorizzare tutti gli anni della durata legale. La domanda può riguardare singoli periodi, purché rientrino nel corso ammesso e non siano già coperti da altra contribuzione.
Titoli universitari conseguiti all’estero
I periodi relativi a titoli accademici esteri possono essere riscattati quando il titolo ottiene lo specifico riconoscimento ai fini previdenziali previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera b), del DPR 30 luglio 2009, n. 189. Il riconoscimento accademico o professionale ottenuto per altre finalità non lo sostituisce.
La procedura prevede che la documentazione relativa al titolo estero venga esaminata ai fini del riconoscimento previdenziale secondo le modalità previste dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Quanto costa il riscatto di laurea ordinario
Il costo del riscatto ordinario cambia in funzione del sistema pensionistico applicato ai periodi da valorizzare. Per la quota contributiva l’onere viene determinato applicando l’aliquota della gestione alla retribuzione assoggettata a contribuzione presa a riferimento dall’INPS; per la quota retributiva si utilizza la riserva matematica, che considera diversi elementi della posizione previdenziale.
Per i periodi valorizzati con il sistema contributivo, nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti l’aliquota utilizzata è il 33%. Per una stima personalizzata dell’onere si può utilizzare il calcolatore del riscatto laurea di PMI.it.
Esempio di costo del riscatto ordinario
Con una retribuzione imponibile previdenziale di 30mila euro e quattro anni di corso da riscattare interamente nel sistema contributivo, applicando l’aliquota del 33% l’onere ordinario è pari a:
- 9.900 euro per ogni anno da riscattare;
- 39.600 euro per quattro anni di corso.
L’esempio mostra il meccanismo dell’onere ordinario: il costo effettivo dipende dalla retribuzione e dalla gestione previdenziale rilevanti per la singola domanda.
Riscatto di laurea agevolato 2026: costo per anno
Per una domanda presentata nel 2026, il riscatto di laurea agevolato costa 6.206,64 euro per un anno intero. L’importo deriva dal minimale annuo di 18.808 euro previsto per artigiani e commercianti, al quale viene applicata l’aliquota del 33% del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti.
Il minimale 2026 è indicato dalla Circolare INPS 14/2026. Poiché la base di riferimento viene aggiornata ogni anno, anche il costo del riscatto agevolato varia in funzione dell’anno di presentazione della domanda.
Per periodi inferiori all’anno l’onere agevolato viene rapportato alla durata effettivamente riscattata.
Un onere più basso rispetto al riscatto ordinario comporta anche una diversa valorizzazione contributiva: i contributi accreditati concorrono al montante secondo le regole del sistema contributivo, ma vengono determinati sulla base convenzionale utilizzata per l’agevolazione. Non esiste quindi una percentuale fissa di risparmio valida per tutti rispetto al riscatto ordinario.
Domanda di riscatto laurea all’INPS
La domanda di riscatto della laurea si presenta online attraverso il servizio INPS per il riscatto della laurea. Per le gestioni interessate è possibile utilizzare anche i patronati e il Contact Center dell’Istituto.
Il termine indicato dall’INPS per la definizione del provvedimento è di 85 giorni. Una volta comunicato l’onere, il pagamento perfeziona il riscatto per la quota effettivamente corrisposta.
Pagamento e rateizzazione del riscatto
L’onere di riscatto laurea può essere versato in un’unica soluzione oppure, quando ne ricorrono le condizioni, fino a un massimo di 120 rate mensili senza interessi. Se la contribuzione deve essere utilizzata immediatamente per liquidare una pensione, il debito residuo deve essere estinto secondo le regole previste dall’Istituto.
I versamenti possono essere effettuati tramite gli Avvisi pagoPA e il Portale dei Pagamenti INPS, utilizzando i canali messi a disposizione dai Prestatori di Servizi di Pagamento. Per i piani rateali è disponibile anche l’addebito diretto SDD.
Deduzione e detrazione fiscale del riscatto laurea
Gli oneri di riscatto della laurea versati dall’interessato sono deducibili dal reddito complessivo secondo le regole previste per i contributi previdenziali, riducendo così la base imponibile IRPEF.
Se il riscatto viene pagato per un familiare fiscalmente a carico inoccupato, alle condizioni previste può invece spettare la detrazione IRPEF del 19%. La differenza tra deduzione e detrazione è analizzata nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.