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Assunzioni agevolate: sulla strada del Decreto Lavoro

di Barbara Weisz

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Occupazione giovanile al centro del Summit UE a quattro, mentre il Governo prepara un provvedimento di riforme sul lavoro, separato dal decreto del fare: sgravi e assunzioni agevolate, risorse permettendo.

Importanti novità in tema di lavoro e occupazione a margine del pre-vertice europeo con Spagna, Francia e Germania: il Governo sembra intenzionato a definire un provvedimento separato dal decreto del fare, con ogni probabilità un decreto legge.

La certezza resta quella sui tempi: il premier Enrico Letta vuole chiudere entro il vertice europeo del prossimo 28 giugno.

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Pacchetto Lavoro

Il provvedimento più atteso (da Confindustria, Confcommercio, Rete Imprese Italia) riguarda il costo del lavoro: si attende un’agevolazione, anche contributiva, per le imprese che assumono giovani.

Le ipotesi più accreditate parlano di un incentivo per almeno due anni, con il solito vincolo di reperire le risorse (gli sgravi sulle assunzioni fino a fine 2014 costerebbero 1,5-2 miliardi): in parte saranno recuperabili attraverso i fondi europei non spesi dalle Regioni, ma non si esclude che per altri fondi da sbloccare intervenga l’Europa.

Il Governo punta a ottenere una maggior flessibilità sugli impegni di bilancio, ad esempio ottenenendo da Bruxelles il via libera a co-finanziare gli sgravi per l’occupazione giovanile tendendo fuori le somme dal vincolo del 3% deficit-PIL previsto dagli accordi comunitari. Di questo si discuterà al vertice di fine giugno (e anche per questo il premier vuole arrivarci con un decreto sull’occupazione giovanile pronto).

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Pre-vertice UE

Nel frattempo, i ministri dell’Economia e del Lavoro di Italia, Spagna, Francia e Germania, nel corso del vertice a quattro di Roma dedicato a “Jobs for Youth – Building Opportunities, Opening Paths” (occupazione per i giovani, costruire opportunità e aprire nuove strade) gettano le basi per un piano che «contrasti la disoccupazione, in particolare quella giovanile» ha sottolineato Letta.

Fra gli obiettivi, sollecitare l’Ue ad anticipare all’inizio del 2014 i Fondi della Youth Employement Initiative, il programma europeo che vale 6 miliardi, e che in particolare in Italia varrebbe 400 milione, aumentare la potenza di fuoco della BEI (da 13 a 18-19 miliardi all’anno), la banca europei degli investimenti, per far affluire più risorse nel sistema, e in particolare alle imprese.

Il ministro italiano, Enrico Giovannini, sottolinea come sia la prima volta che si riuniscono i titolari delle Finanze e del Lavoro per preparare un vertice europeo, e considera il fatto che «lavorino insieme un cambiamento culturale in termini di approccio».

Il riferimento è al cambio di passo delle politiche europee, perché dal rigore si concentrino sempre più sulla crescita. Soddisfatto del “formato” scelto per il vertice anche il premier, Enrico Letta, che ha pranzato con i ministri prima della fase operativa della riunione: l’Europa non si affida più «solo ai ministri dei numeri e delle finanze, ma anche a quelli del lavoro per lottare contro la disoccupazione».

In Italia i giovani senza lavoro sono 2,2 milioni, siamo il secodno paese europeo con la disoccupazione giovanile (37,8% a febbraio, dati Istat) più alta dopo la Spagna.