Mancata sicurezza sul lavoro, no al bonus assunzioni

di Noemi Ricci

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Niente bonus assunzioni se viene accertata la violazione delle norme sulla sicurezza, a prescindere dall'importo della sanzione: sentenza di Cassazione.

Al datore di lavoro che non garantisca ai propri lavoratori i livelli minimi di sicurezza sui luoghi di lavoro, previsti dalla normativa vigente, non possono essere riconosciuti i bonus assunzioni, anche in presenza dei requisiti richiesti dalla legge.

A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23989/2016, spiegando che il bonus assunzioni non spetta al datore di lavoro che non rispetta le norme sulla sicurezza e salute dei lavoratori a prescindere dall’entità della sanzione in quanto, si legge nella sentenza, appare:

“conforme alla ratio di coniugare la politica incentivante verso le imprese che assumono nuovi dipendenti con la necessità di garantire un livello non minore di tutela per l’incolumità psicofisica del luogo di lavoro” (Cass. Sez. 5, n. 6367 del 2014; Cass. Sez. 5, ordinanza, n. 22860 del 2011).

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E questo a prescindere dall’entità della sanzione:

Il limite di 2.582,28 euro, sotto il quale non scatta la revoca del credito d’imposta per chi crea nuovi posti di lavoro, ha valore “per le sole violazioni non formali alla normativa fiscale e contributiva in tema di lavoro dipendente, avuto riguardo alle fattispecie di cui all’incipit della disposizione e non anche, per quel che qui interessa, alle violazioni alla normativa sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, in ordine alle quali si prescinde dall’entità della sanzione”.

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