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Sciopero generale venerdì 12 in tutta Italia contro la Manovra

di Barbara Weisz

11 Dicembre 2025 08:52

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Venerdì sciopero generale della Cgil, contro la Legge di Bilancio 2026: astensione nazionale del settore pubblico e privato, trasporti fermi fino alle 21.

Settimana di disagi per chi viaggia e non solo: fino al 12 settembre sono in programma diversi scioperi che culminano venerdì con quello generale indetto dalla Cgil contro la Manovra economica 2026.

Dopo lo sciopero di martedì 9 dicembre indetto a Roma dai sindacato SUL dei dipendenti del servizio di trasporto pubblico ATAC (in agitazione per ragioni relative alle condizioni di lavoro e quello di mercoledì 10 dicembre sulla raccolta rifiuti su tutto il territorio nazionale per il rinnovo del contratto, l’agitazione più rilevante è quella di venerdì 12 dicembre, quando a incrociare le braccia saranno i dipendenti del settore pubblico e privato che aderiscono alla protesta della Cgil contro la Legge di Bilancio 2026.

In tutti i casi, le astensioni dal lavoro durano 24 ore. Vediamo esattamente quali sono i servizi che si fermano e le motivazioni delle proteste dei lavoratori.

Sciopero generale venerdì 12 dicembre

Lo sciopero generale del 12 dicembre 2025 riguarda scuola, sanità, trasporti e tutti i servizi pubblici, oltre che le aziende private. I treni e i mezzi di trasporto non funzionano o subito ritardi dall’una di notte alle 21. Nelle principali città si terranno anche manifestazioni. A Roma, il corteo parte alle 9 di mattina da piazza Vittorio Emanuele II e si snoda fino ai Fori Imperiali. Anche a Milano, corteo alle 9 di mattina, con percorso da Porta Genova fino a Piazza della Scala. Manifestazioni anche a Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Torino, Cagliari, Palermo, Bari, Ancona, Venezia e Udine. La Cgil organizza cortei anche in altri capoluoghi di provincia in Lombardia, Lazio, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna. Sul portale del sindacato si può consultare il calendario completo di tutti i dettagli.

I motivi della protesta

La protesta come detto riguarda la manovra 2026. In particolare, la Cgil critica una serie di aspetti della Legge di Bilancio. Sul fronte fiscale, il taglio IRPEF non è ritenuto sufficiente a recuperare il drenaggio fiscale, che è causato dalla mancata indicizzazione dell’imposta. Sulle pensioni, critiche alla mancata proroga delle misure di flessibilità in uscita. Per la Cgil, inoltre, la Legge di Bilancio investe troppo poco su sanità e istruzione, salari e previdenza, assistenza agli anziani e salvaguardia della salute, diritto alla casa e al lavoro stabile. E non prevede un vero piano industriale di crescita per il Paese.

Le richieste e le proposte sindacali

Fra le richieste del sindacato: restituzione del fiscale drag e un meccanismo strutturale che lo sterilizzi, blocco degli aumenti dell’età pensionabile e flessibilità in uscita, risorse nei settori su cui la manovra non investe quindi appunto sanità, istruzioni, servizi pubblici, ma anche lavoro e imprese.

Queste misure, in base alla piattaforma della Cgil, si potrebbero finanziarie con una tassa straordinaria, un contributo di solidarietà da applicare all’1% della popolazione più ricca.