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Retribuzioni 2026 in aumento con l’obbligo di trasparenza salariale

di Anna Fabi

13 Novembre 2025 12:13

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Salary Survey 2026: PageGroup fotografa un mercato in trasformazione, tra stipendi in rialzo nei settori più innovativi e nuovi modelli organizzativi.

Il mercato del lavoro italiano sta cambiando volto più rapidamente del previsto. Dopo mesi segnati da incertezza e volatilità, il 2026 si apre con un quadro più definito: la spinta dell’intelligenza artificiale, l’arrivo delle nuove regole europee sulla trasparenza retributiva, la richiesta crescente di competenze ibride e la pressione per attrarre talenti sempre più selettivi stanno modificando profondamente dinamiche occupazionali e retributive.

La nuova indagine retributiva di Michael Page (Salary Survey 2026) mette nero su bianco un trend che le imprese stanno già sperimentando: per restare competitive non basta assumere, servono percorsi di crescita credibili, processi di selezione più trasparenti e livelli retributivi in linea con un mercato che sta tornando a correre.

Mercato 2026 tra nuove tutele e nuovi talenti

Il quadro delineato da PageGroup conferma che il 2026 non sarà soltanto un anno di crescita retributiva segnerà anche una fase di passaggio strutturale nella relazione tra aziende e lavoratori: più trasparenza, più tecnologia, più competenze ibride e un’attenzione crescente al benessere. Per i candidati significa un mercato con più opportunità ma anche più selettività. Per le imprese, una sfida chiara: investire davvero in persone, formazione e cultura vale quanto investire in tecnologie. In molti settori, è già la discriminante che fa la differenza tra attrarre i migliori o perderli.

Trasparenza salariale: la direttiva traina gli stipendi

Il 2026 sarà l’anno in cui molte aziende italiane dovranno affrontare in modo strutturato la sfida della trasparenza salariale. La direttiva europea impone infatti l’obbligo di indicare le fasce retributive negli annunci di lavoro, con criteri chiari e verificabili. Un modo per contrastare da un lato lo sfruttamento indiretto dei nuovi assunti e dall’altro il gender gap tra stipendi accordati alle donne e agli uomini in fase di stipula del contratto e intesa sulla RAL. Secondo i dati raccolti, un terzo dei lavoratori italiani percepisce ancora un divario salariale tra uomini e donne, mentre il 66% delle aziende non dispone di una struttura retributiva trasparente.

L’adeguamento diventerà imprescindibile per evitare contenziosi, migliorare la reputazione HR e allinearsi alle nuove aspettative dei candidati, sempre più consapevoli dei propri diritti e del valore delle proprie competenze.

Finance e Banking in cerca di profili ibridi

Il settore finanziario è tra i più dinamici. L’AI sta entrando stabilmente nei processi decisionali, nel budgeting e nel forecasting, modificando le competenze richieste. Aumenta la richiesta di controller in grado di interpretare dataset complessi, contabili con competenze digitali e figure manageriali con forte orientamento al business.

Nel mondo del credito, l’ingresso di nuovi player e la trasformazione dei gruppi bancari spinge verso retribuzioni più alte per i profili specialistici, soprattutto nelle aree AI, pagamenti digitali e infrastrutture finanziarie. Le fusioni e le operazioni straordinarie si confermano motore di nuove assunzioni, mentre ruoli operativi tradizionali registrano un graduale ridimensionamento.

Industria e Manifattura tra stabilità e innovazione

Il comparto industriale mantiene una solidità sopra la media, trainato dal Food & Beverage e dal rilancio degli investimenti in tecnologie green e automazione. Nel 2026 cresceranno le opportunità per automation engineer, project manager infrastrutturali, specialisti ESG e profili lean, con retribuzioni in rafforzamento nelle aziende che stanno accelerando sulla digitalizzazione dei processi.

Le rinnovabili restano un settore in crescita, alimentato da nuovi investimenti su fotovoltaico, eolico, idrogeno e storage. Si consolida inoltre la richiesta di manager capaci di integrare competenze tecniche e soft skill, oggi considerate decisive per la gestione del cambiamento.

Logistica e Automotive aprono a  nuove competenze

Il comparto Automotive continua a risentire dei dazi e dell’instabilità geopolitica, rallentando nuovi progetti e assunzioni. Tuttavia emergono due profili chiave per il 2026: il Solution Designer Logistica, figura centrale per ottimizzare flussi e costi, e il Commerciale Trasporti Internazionali, strategico in un mercato che punta all’espansione commerciale nonostante le difficoltà.

Healthcare e Pharma ad alta specializzazione

Nel settore sanitario, l’innovazione tecnologica sta riscrivendo ruoli e competenze. Si cercano professionisti con conoscenze in robotica, genomica, AI applicata alla diagnosi, medicina preventiva e medicina estetica. Calano invece le richieste per figure generaliste.

Il Pharma conferma performance positive grazie al mercato dei biosimilari e alla digitalizzazione di processi e servizi. Permane però una difficoltà strutturale nel reperimento di esperti di qualità, regolatorio e R&D. Solido anche il segmento dei Medical Devices, sostenuto da investimenti in cloud, IA generativa e progettazione avanzata.

Hospitality per grandi eventi e turismo esperienziale

Il 2026 sarà un anno particolarmente favorevole per l’Hospitality italiana. Le Olimpiadi Milano-Cortina e il Giubileo 2025 continuano ad alimentare un trend positivo, soprattutto nelle strutture di fascia alta e nei territori a forte vocazione turistica come Puglia, Sicilia e Umbria.

Il turismo esperienziale resta un driver centrale, mentre l’AI e la realtà aumentata stanno trasformando gestione, accoglienza ed experience design. Riparte anche la domanda di figure manageriali nell’hotellerie internazionale.

ICT e Cybersecurity garantiscono salari al top

Il settore Tech continua a essere tra i più competitivi. Nel 2026 la domanda si concentrerà su sviluppatori, esperti di AI, data scientist, project manager digitali e soprattutto specialisti in Cybersecurity, con una forte attenzione all’OT Security, cioè alla protezione delle infrastrutture industriali.

La soddisfazione retributiva dei profili tech è in aumento, un dato che rende più complesso il recruiting e favorisce una maggiore stabilità interna. Le aziende rispondono rafforzando cultura organizzativa, percorsi di crescita e pacchetti di welfare.