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Sicurezza sul lavoro e Coronavirus: i requisiti per restare aperti

di Redazione PMI.it

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Da governo e parti sociali un protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro rispetto al rischio di contagio Coronavirus: sanificazione, mascherine per i lavoratori e tutte le altre regole.

Rigide linee guida per tutelare la salute nei luoghi di lavoro, sanificazione e dotazioni di sicurezza per i dipendenti, ammortizzatori sociali e molto altro: dopo un lungo vertice si sono accordati Governo e parti sociali (Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e Confapi) per garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro che restano aperti durante l’emergenza Coronavirus, a partire dalle fabbriche.

L’intesa tra sindacati e imprese è stata raggiunta dopo un confronto andato avanti fino a notte, da cui è scaturito un protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. Come si legge nel documento:

la prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

In questo senso è stato delineato un percorso sulla base delle indicazioni formulate dal Ministero della Salute sulla gestione del rischio Covid-19 nei luoghi di lavoro.

In pratica, sono stati fissati i requisiti di sicurezza che i posti di lavoro devono avere: distanze di sicurezza, dotazioni necessarie per proteggere i dipendenti (mascherine, guanti, detergenti), sanificazione degli ambienti.

  • A casa con febbre oltre i 37,5  o altri sintomi influenzali, con obbligo di chiamare medico di famiglia e autorità sanitaria.
  • Controlli all’ingresso (temperatura corporea) opzionali – per il personale che si reca a lavoro.
  • Pulizie e sanificazione (giornaliera la prima, periodica la seconda) per locali, ambienti, postazioni di lavoro, aree comuni e di svago.
  • Igiene massima a cura del personale, con l’azienda che mette a disposizione idonei mezzi detergenti.
  • Mascherine e guanti (o anche tute, cuffie e camici in base alle necessità) conformi nel caso in cui il lavoro imponga una distanza tra persone inferiore al metro e non siano possibili alternative organizzative.
  • Mensa r spazi comuni con accesso contingentato, ventilazione continua, tempo ridotto di sosta e distanza di sicurezza di un metro tra le persone.
  • Spogliatoi e distributori con periodica e pulizia giornaliera.

Altre regole

  • Stop reparti non necessari e smart working limitatamente al periodo dell’emergenza e avendo a riferimento i CCNL applicati, favorendo le intese con le rappresentanze sindacali aziendali.
  • Produzione e turni per i dipendenti dedicati alla produzione laddove possibile.
  • Ammortizzatori e ferie , i primi da utilizzare in via prioritaria e in alternativa le seconde (se non fruite).
  • Stop trasferte nazionali e internazionali, eventi interni e di formazione, riunioni in presenza.Ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare contatti.

Se qualcuno si ammala

Nel caso in cui una persona in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria (es.: tosse), lo deve dichiarare all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e degli altri colleghi presenti. L’azienda avverte le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 collaborando per la definizione dei contatti più stretti.

=> Scarica il Protocollo per la Sicurezza sul Lavoro

Infine, bisogna costituire in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.

L’accordo consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.

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